I commenti del sindaco Luigi Brugnaro a margine dell’ultima giornata del festival “L’Italia delle Regioni” a Venezia
“Quale città se non Venezia per riunire le Regioni e parlare di tradizione e innovazione”. Lo ha dichiarato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro a margine della terza e ultima giornata del festival “L’Italia delle Regioni” conclusosi oggi con l’ultimo appuntamento al Teatro La Fenice di Venezia.
Il sindaco Brugnaro ha dedicato un plauso al presidente della Regione del Veneto Luca Zaia per “aver accompagnato la città alla quarta edizione del Festival”. Il sindaco ha definito Venezia un terreno ideale per gli argomenti trattati durante i lavori: “Sul ruolo della città credo che sia chiarissimo che è una delle cose su cui vale la pena lavorare. Abbiamo parlato anche di Venezia come sede per esempio di importanti istituzioni dal punto di vista europeo e internazionale”.
“Commercio e diplomazia sono la storia di Venezia – ha affermato il sindaco -. Noi abbiamo puntato sulle università, sugli studenti, su un hub diffuso di ragazzi che vengono a studiare e poi trovano lavoro”.
“Dobbiamo puntare alla pace e al benessere, e questi eventi possono sembrare poca cosa, ma invece mettono insieme le persone – ha aggiunto il sindaco -, ci fanno conoscere tra di noi, aprono rapporti, chiacchiere e discorsi. Poi il presidente della Repubblica ci onora sempre di una grande attenzione, di un grande amore per questa città, sostenendo l’idea stessa del dialogo, bisogna dialogare, riuscire a dialogare“.
“Proverò a mettere pace tra ministro della Cultura e Teatro La Fenice”
Riguardo la polemica sulla richiesta del coro della Fenica di un compenso per intonare l’Inno di Mameli in 2 giungo a Palazzo Ducale, il sindaco di Venezia si è dichiarato estremamente dispiaciuto.
“Cercherò di trovare una soluzione, perché cerco di capire le ragioni di entrambi, ho sempre fatto così e proverò ancora – ha spiegato il sindaco -. Avevo pensato anche di utilizzare un pezzettino del mio fondo per mettere quella parte che mancava: perché è anche vero che i lavoratori vogliono essere pagati, il ruolo del sindacato è questo, capisco anche però il ministro che voleva fare un favore proponendo la Fenice”.
Norme permettendo, il sindaco ha proposto anche di coprire parte della spesa mancante con i suoi fondi personali: “I soldi del mio stipendio li ho messi in un fondo di solidarietà. Devo assicurarmi di non essere messo in mezzo di nuovo anche lì, se posso dare 20 mila euro, dei 400 mila che ho da spendere. Però – ha concluso Brugnaro – non voglio aprire varchi che poi sembra che fanno gli accordi sindacali con i soldi del sindaco”.


