Alberto Trentini, 48enne cooperante originario del Lido di Venezia, è detenuto in Venezuela dal novembre dello scorso anno
“A trecento giorni dall’arresto in Venezuela, il pensiero va ad Alberto Trentini e alla sua famiglia. Dal 15 novembre scorso seguiamo con preoccupazione una vicenda che non può essere dimenticata”, afferma il senatore e segretario regionale del Partito democratico del Veneto Andrea Martella.
Trentini, in missione per l’Ong Humanity & Inclusion, è stato fermato a un posto di blocco mentre si spostava da Caracas verso Guasdalito. Da allora risulta nelle mani del controspionaggio militare venezuelano mentre famiglia e governo italiano chiedono chiarezza sulla sua sorte e un rapido rilascio.
“Abbiamo chiesto – aggiunge il senatore -, anche con diversi atti parlamentari, al Governo di fare tutto il possibile per porre fine a questa drammatica detenzione, anche assicurando la massima collaborazione del Pd. Ora gli sforzi devono essere intensificati, a partire dalla riprogrammazione della missione dell’inviato speciale Luigi Vignali”.
“Il fatto che finora non si sia giunti a un risultato non è accettabile. Alberto va riportato a casa, la sua libertà deve essere una priorità per il nostro Paese”, conclude Martella.



