Con la scomparsa del professor Federico Rea il mondo della medicina italiana perde un grande maestro di chirurgia toracica
All’età di 68 anni, si è spento oggi il professor Federico Rea, professore ordinario di chirurgia toracica all’Università degli Studi di Padova, direttore della cattedra e della divisione di chirurgia toracica presso l’azienda ospedale – Università di Padova, e responsabile del centro trapianto di polmone.
“Con la scomparsa del Professor Federico Rea, il Veneto e l’intero mondo della medicina italiana perdono un maestro, professionista straordinario, un riferimento assoluto per colleghi e studenti, un uomo che ha dedicato la vita alla cura dei pazienti e alla crescita della sanità pubblica. La sua opera resterà patrimonio indelebile della nostra comunità scientifica e accademica”, commenta il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia esprimento cordoglio per la scomparsa del maestro.
Una figura autorevole nota fra le mura dell’azienda ospedale Università di Padova. Una carriera seguita con rigore, competenza e passione per la medicina. Dal 2002 alla guida della scuola di specialità di chirurgia toracica a Padova, il professor Rea ha formato intere generazioni di medici e ha contribuito a portare l’eccellenza veneta nel mondo, soprattutto nel campo dei trapianti polmonari.
“In questo momento di dolore – conclude Zaia – esprimo, a nome di tutta la Regione del Veneto, la più sentita vicinanza alla famiglia, ai colleghi, agli allievi e a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere e collaborare con il professor Rea. Mancherà molto a tutti noi: ma la sua eredità scientifica e umana continuerà a vivere nei luoghi in cui ha operato e in chi ne seguirà l’esempio”.
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Ad unirsi al cordoglio per la perdita del professore anche l’assessore regionale alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin.
“Apprendere della scomparsa del professor Rea è un grande dolore, per le caratteristiche umane della persona, per lo straordinario clinico che lascia un vuoto incolmabile in Veneto e in Italia – afferma l’assessore -. Aveva sempre dato tutto sé stesso in sala operatoria, ma non si è mai risparmiato anche su altri fronti, perché la sua sensibilità per le persone colpite da tumore ne aveva fatto un faro anche per chi si deve occupare di programmazione”.
“Proprio in questa veste di straordinario esperto – ricorda Lanzarin – aveva collaborato con la Regione come coordinatore del gruppo di lavoro per la valutazione dei criteri per l’individuazione dei centri di riferimento del polo per il trattamento chirurgico dei pazienti affetti da tumore al polmone“.
“Un aiuto prezioso e recentissimo, che oggi rende ancora più profondo lo sgomento per la sua scomparsa. Il professor Rea – conclude Lanzarin – verrà ricordato nella storia della sanità veneta ma mi auguro anche nel lavoro dei tanti colleghi che hanno ora il pesante compito di portare avanti la sua eredità “.

Ad unirsi attorno a parenti, amici e colleghi per la perdita anche l‘Università di Padova.
“È una giornata di intenso sconforto e dolore per la scuola di medicina e per tutta la comunità accademica dell’Università di Padova – afferma Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova –. Con Federico Rea perdiamo non solo un chirurgo eccezionale, eccellente professionista stimato e rispettato, ma anche una persona di elevato spessore, schietta e leale, con un profondo senso dell’istituzione”.
“Mi ha molto colpita il coraggio e la fermezza con cui ha affrontato la malattia, dedicandosi fino all’ultimo al suo lavoro e al suo ateneo. Lascia un segno vivido in tutte le persone che lo hanno conosciuto, alle tante e ai tanti medici che ha formato: mi stringo attorno alla moglie Elena, ai figli Rebecca, Tommaso e Luca, a chi gli ha voluto bene che continuerà , insieme alla sua università , a ricordarlo”, conclude Mapelli.


