Zaia: “Il Sud ha un’occasione di riscatto con l’autonomia, perchè permette di dare le chiavi in mano al cittadini, è un percorso che dobbiamo fare assieme”
L’autonomia come responsabilità verso i cittadini e condivisione di benessere. È questo il messaggio che il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e gli ospiti della prima “Giornata dell’Autonomia – Verso la concreta attuazione della volontà popolare” hanno cercato di comunicare. “Grazie ai veneti, oggi questo Paese discute di autonomia e il dibattito è molto avanti – ha affermato Zaia -. Il messaggio che deve passare oggi è che stiamo cercando di mantenere la parola: ormai non si torna più indietro”.
Ciambetti: “Non possiamo accettare un livellamento verso il basso dei servizi e frenare chi amministra bene il proprio territorio”
“La giornata dell’autonomia che celebriamo in questo giorno fortemente simbolico e di questo spazio così emblematico non è un esercizio accademico di studiosi del diritto costituzionale, non è una flebile speranza ma è un concreto processo in itinere, grazie a un governo che sta attuando il dettato costituzionale con un confronto serio e, noi speriamo, il più celere possibile con quelle regioni che hanno deciso di intraprendere questo cammino – ha dichiarato in apertura all’evento il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti -. Un cammino in cui il Veneto è stato parte decisiva nell’indicare il percorso democratico trasparente nel pieno solco della legalità e tradizione delle democrazie liberali europee”.
“L’autonomia è elemento chiave dell’identità culturale e sentimento del popolo veneto, che è espressa nella quotidianità nel lavoro come nella vita sociale dove il cittadino e la famiglia non attendono l’aiuto risolutivo di soggetti esterni, non pretendono pensioni o redditi di cittadinanza – ha proseguito Ciambetti -. L’autonomia può essere declinata in diversi modi e portare benefici per tutti, non è contro nessuno. Casomai, è per chi vuole affrontare la difficile strada della responsabilità, perché essere autonomi non significa essere egoisti o venir meno ai propri doveri di solidarietà verso i più poveri e verso chi ha veramente bisogno. Non possiamo però accettare un livellamento verso il basso dei servizi, non possiamo pensare che per limitare la possibilità di governare meglio i nostri territori si debba frenare chi amministra bene il proprio territorio”.
CGIA Mestre: “L’autonomia è una scelta strategica di responsabilità perchè significa rispondere ai cittadini
“La richiesta di autonomia differenziata ha due caratteristiche: è una richiesta per necessità, dovuta all’inefficienza diffusa che non risponde alle esigenze di ogni cittadino italiano, è una scelta strategica di responsabilità perchè significa rispondere ai cittadini: abbiamo la presunzione con le stesse risorse economiche di proporre e dare al cittadino un servizio migliore o maggiori servizi“, ha spiegato Renato Mason, Segretario della CGIA di Mestre.
Mason ha quindi illustrato i numeri della finanza pubblica, con particolare attenzione al Veneto: la nostra regione si colloca al penultimo posto della graduatoria della spesa statale e, per 13 missioni su 16, ha una spesa inferiore alla media. La spesa pubblica in Veneto inoltre è pari al 36,4% del PIL (58,9% al Sud) e da anni è la prima regione per erogazione dei livelli essenziali di prestazione (LEP). “L’attuazione dell’autonomia differenziata cambia il soggetto decisore in molte materie e funzioni: la gestione della spesa pubblica si avvicina ai cittadini e ai territori, sulla base dei principio costituzionale di sussidiarietà – ha concluso il segretario della CGIA -. Grazie alla buona capacità amministrativa, il Veneto è in grado di generare, a parità di risorse, migliori risultati in termini di qualità/quantità di servizi erogati ai cittadini (rispetto allo Stato)”.
Non solo: l’autonomia può far bene all’economia. “Uno studio della Fondazione per la sussidiarietà ha dimostrato come un aumento del 10% del livello di decentramento stimoli una crescita del Pil procapite dello 0,64%”, ha concluso Mason.
“L’autonomia unisce e non divide: sembra una provocazione, ma in realtà è chiaro che l’Italia è molteplice: ex pluribus unum, non viceversa – ha incominciato nella propria riflessione Mario Bertolissi, professore emerito di diritto costituzionale dell’Università degli Studi di Padova -. Il Veneto ha una storia attraversata dal pluralismo e dall’autonomia: Venezia è stata ammirata per la sua forma di governo, combinazione ammirabile di popolo e aristocrazia, retta dalla separazione dei poteri indipendente da tutto e tutti”.
“Ad oggi, è l’unica regione che confina con due regioni a statuto speciale: il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige – ha proseguito Bertolissi -. Chi vive in Veneto non gode dei vantaggi di chi risiede in questi territori vicini e ciò significa disporre di minori competenze, risorse finanziarie e servizi per cittadini e imprese. Oltre 30 comuni vorrebbero lasciare il Veneto, ma le ragioni di malessere vanno rimosse. Il rimedio sta nel chiedere, come il Veneto ha fatto, nuove forme di autonomia”.
“Buon governo e buona amministrazione non rappresentano miti, ma il risultato di azioni concrete: bisogna fare i conti con quel che c’è, a partire dalle risorse disponibili – ha aggiunto il professore dell’Università di Padova – . Nelle classifiche nazionali la Regione Veneto si colloca tra le prime da sempre, a cominciare dai livelli essenziali di assistenza e la qualità delle prestazioni sanitarie. L’autonomia diffeenziata serve a migliorare questo settore, ma potrebbe valere anche per l’istruzione.
Zaia: “L’autonomia è centripeta e il Sud non è una partita persa. Siamo per l’equa divisione dei benesseri, non dei malesseri”
“L’autonomia, prima di essere una grande riforma di logistica istituzionale, è una grande riforma culturale, per questo dobbiamo fare un grande investimento sull’informazione e sulla formazione dei cittadini – ha affermato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia -. Non mi preoccupano le critiche da fuori e all’interno della maggioranza, perchè questo è un percorso che dobbiamo fare assieme”.
“Siamo sicuri che la compagine di governo sosterrà, se non altro per coerenza, tutto il percorso già iniziato, visto e considerato che l’autonomia differenziata è uno dei pilastri del governo, ma se ci dovrà essere un referendum noi lo affronteremo: l’autonomia non ha comunque mai avuto una strada in discesa, quindi non abbiamo paura – ha proseguito Zaia -. Il federalismo è centripeto e aggrega i Paesi, mentre il centralismo è centrifugo e li disgrega. Noi siamo per l’equa divisione dei benesseri, non dei malesseri”.

“Dal primo gennaio 1948 ad oggi, in 76 anni, la gestione di questo Paese ci porta un bilancio drammatico, non è colpa del Nord: dobbiamo uniformare i servizi da nord a sud, perchè in alcune regioni c’è stata una mala gestio – ha aggiunto il presidente del Veneto -. Bisogna invece pensare che questa sia una ‘no fly zone’ e lasciare fuori la politica: pensiamo che il Governo ha una grande opportunità, l’obbligo di definizione dei Lep, che per anni ho sentito dire che erano una priorità e ora che lo sono diventati grazie all’autonomia. Si deve capire che tutto questo è un investimento per cui ci si dovrebbe battere”.
“Credo che il Sud abbia davvero un’occasione di riscatto con l’autonomia, perchè permette di dare le chiavi in mano al cittadini. Il Sud non è una partita persa, al contrario. Ma se la ritiene così allora continuerà con l’assistenzialismo senza guardare in prospettiva – ha concluso Zaia -. Il grande valore del nostro Paese sono le sue peculiarità. L’autonomia è un’esaltazione di tutto ciò che non siamo riusciti a valorizzare: o la facciamo per scelta o per necessità”.
I contrari all’autonomia, Cgil Veneto: “Le celebrazioni in pompa magna non ci interessano, serve un’analisi degli effetti concreti”

“Declinando l’invito a partecipare a questa celebrazione, ribadiamo la nostra assoluta contrarietà alla proposta – ha spiegato Tiziana Basso, segretaria generale CGIL Veneto -. Ci sembra utile sottolineare che l’autonomia differenziata, così come è stata richiesta dalla Regione Veneto, con 23 materie esclusive (e più di 500 funzioni) tra cui istruzione, sanità, ambiente e infrastrutture, accentuerebbe le disuguaglianze all’interno del nostro stesso territorio, minerebbe il concetto stesso di sussidiarietà in nome di un effettivo centralismo regionale, metterebbe a rischio i contratti nazionali frammentando regole e tutele e creando una competizione al ribasso che porterebbe ai lavoratori e lavoratrici veneti ancora più incertezza e instabilità. E questo è esattamente il contrario di quello di cui abbiamo bisogno: incremento dei salari, maggiore tutela per la salute e la sicurezza, stop alla precarietà. Evitiamo quindi fughe in avanti, come questa “giornata di celebrazione”, anche nel rispetto degli oltre quarantamila veneti che hanno firmato per indire il referendum abrogativo sull’autonomia indifferenziata”.
“Le celebrazioni in pompa magna non ci interessano – ha concluso Basso –, piuttosto ribadiamo la nostra disponibilità a discutere sul merito, partendo da un’analisi degli effetti concreti che questa proposta avrà sul nostro territorio, al netto degli slogan e delle mistificazioni”.



