Perplessità dal PD, ma anche dal gruppo Il Veneto che vogliamo e dalle categorie: la manovra che rideterminerà l’aliquota Irap non piace e fa discutere
Si è tenuta ieri la seduta della Prima Commissione del Consiglio regionale del Veneto, convocata durante la pausa dei lavori consiliari per l’approvazione del bilancio, per discutere sulla rideterminazione delle aliquote IRAP a carico delle imprese. Hanno preso parte all’incontro anche importanti realtà del tessuto economico e produttivo del Veneto, da Ance a Confindustria, dalla Confartigianato alla Cna, e ancora Legacoop, Confapi, Confcommercio e Confesercenti.
Nella fase introduttiva della seduta, l’assessore Calzavara ha ripercorso il processo decisionale che ha portato alle rideterminazioni dell’aliquota Irap in Veneto, rapportandola anche alle scelte fatte da altre Regioni, cui ha fatto seguito il confronto con gli auditi e con i Commissari sugli aspetti di merito e di metodo relativi al contenuto del provvedimento legislativo di prossimo esame da parte dell’Aula. L’aria generale che si è respirata è stata però di perplessità e profonda preoccupazione, tanto da parte delle associazioni di categoria quanto da alcuni esponenti della politica regionale.
Camani (PD): “Giunta Zaia fuori strada per metodo e atteggiamento”
“Il dato che emerge da questo giro di audizioni è il malcontento delle categorie economiche. Da un lato per la decisione della Giunta di alzare ulteriormente, in piena fase di crisi, il prelievo fiscale sulle imprese attraverso l’Irap. Ma soprattutto per un metodo istituzionale che ha escluso la concertazione –ha commentato la capogruppo del Partito Democratico, Vanessa Camani, a margine della seduta, sottolineando la grande partecipazione delle associazioni di categoria –. Parliamo di una rappresentanza più che autorevole che ha confermato tutte le perplessità su un modo di procedere a dir poco discutibile da parte di un governo regionale che appare decisamente fuori strada”.

“Nella narrazione della Giunta Zaia la scelta di far pagare dazio alle imprese ha scongiurato l’addizionale Irpef per i cittadini. Ma è sbagliato creare queste contrapposizioni: si poteva e doveva ragionare in una chiave più ampia e di prospettiva – ha continuato Camani – . Non da ultimo, resta il nodo della temporaneità dell’aumento Irap: una promessa destinata ad essere tradita in assenza di altre entrate che siano in grado di affrontare le emergenze che verranno, oltre la Pedemontana”.
Luisetto (PD): “Irap aumentata per pagare la Pedemontana Veneta”

Anche la consigliera dem Chiara Luisetto ha posto l’accento sull’aumento dell’Irap. “Faccio presente che il presidente Zaia aumenta l’Irap per pagare la Superstrada Pedemontana Veneta, che costerà ai veneti 42,5 milioni nel 2025, 37,5 milioni nel 2026 e 33 milioni nel 2027, nonché per ovviare ai pesanti tagli operati dal Governo Meloni al bilancio regionale: 22,3 milioni nel 2025 – ha sostenuto Luisetto –. In pratica, rimangono 9.920 milioni che la Regione Veneto distribuisce in modo discutibile. Mentre l’indebitamento sarà di 172 milioni nel 2025 (più 3 milioni per Spresiano e 6 milioni per palazzetti del ghiaccio), di 122 milioni nel 2026 (più 6 milioni per palazzetti del ghiaccio), e di 50 milioni nel 2027 (più 6 milioni per palazzetti del ghiaccio)”.
Ostanel (Il Veneto che vogliamo): “Inaccettabile il mancato coinvolgimento delle categorie”
“Una manovra come quella dell’aumento dell’Irap non può essere fatta in questo modo, convocando un tavolo di audizione a discussione sul bilancio già iniziata. Le categorie oggi hanno riferito di non essere state coinvolte in nessun tavolo di concertazione, una cosa per noi inaccettabile e che avevamo chiesto di fare da tempo”, ha dichiarato la consigliera regionale Elena Ostanel, (Il Veneto che Vogliamo).

“La Giunta colpisce tutti indiscriminatamente, anche le aziende più piccole, senza uno scopo di investimento capace di cambiare la vita delle persone o delle stesse aziende – ha continuato Ostanel -. Sono le categorie ad aver definito questa manovra una ‘tassa infruttifera’ e penso non sia necessario aggiungere altro”.
Legacoop Veneto: “La manovra graverà su nuove possibili assunzioni”
“Le imprese artigiane stanno affrontando uno scenario sempre più complesso, fatto di costi crescenti e domanda in calo – aveva già affermato qualche giorno fa Gianluca Dall’Aglio, presidente di Confartigianato Imprese Padova – . In un momento come questo, è fondamentale sostenere chi crea valore per il territorio. Comprendiamo la necessità di reperire risorse, ma non si può sottovalutare che interi comparti strategici siano in sofferenza. È indispensabile che le politiche fiscali tengano conto di questo”.
Alle sue dichiarazioni vanno a sommarsi però anche quelle di altre associazioni, come Legacoop Veneto. “Prendiamo atto di una scelta della Giunta regionale che potrà anche essere legittima, ma non può trovare il nostro consenso, e anzi vede la nostra totale contrarietà – ha dichiarato il presidente di Legacoop Veneto, Devis Rizzo -. Anzitutto rispetto al metodo usato, che esclude del tutto la concertazione con le parti sociali, ma è anche una questione di merito: si fa leva sulla tassazione delle imprese, in una congiuntura già di per sé difficile, e che per noi della cooperazione tocca tutti i comparti dell’economia“.

“Il “ritocco” a rialzo della tassazione graverà su nuove possibili assunzioni, dunque sull’occupazione, come su previsti investimenti, ossia sulla competitività delle imprese – ha concluso Rizzo –. Non ci sembra essere questa la fase temporale migliore per una scelta di questo tipo, soprattutto se si considera che le risorse incassate da una manovra così configurata saranno raccolte a copertura dei buchi del bilancio regionale, e non per supportare interventi strutturali”.



