Forte preoccupazione da Cisl Venezia per l’aumento delle malattie professionali denunciate: dal 2019 al 2023 si è passati da 361 lavoratori coinvolti a 404. Costruzioni e attività manifatturiere in testa alla classifica
I dati che arrivano dall’Ufficio Studi della Cisl Venezia, su analisi Inail, parlano chiaro: nell’ultimo quinquennio (ndr. 2019-2023), sia il numero dei lavoratori coinvolti che i casi di malattie professionali denunciate è in crescita. E, in particolar modo, il dato è schizzato nel 2023.
“Sono numeri impressionanti – spiega Dario De Rossi della Segreteria della Cisl Venezia con delega alla Sicurezza – e su cui c’è ancora tanto da fare a livello di prevenzione. Da parte nostra, da un lato siamo preoccupati per la crescita costante delle esposizioni a rischio degli occupati, dall’altro, però, registriamo anche un’emersione di tali condizioni. Questo aspetto porta ad avere conferme di un presidio di sorveglianza sanitaria diffuso e di un più ampio esercizio del diritto di denuncia delle proprie condizioni di salute“.

Malattie professionali: i settori più coinvolti
Più casi registrati e lavoratori coinvolti, dunque. Ma anche più consapevolezza: seppur il dato in decisa crescita desti preoccupazione, infatti, potrebbe essere anche prova della sensibilizzazione crescente sul tema, che ha condotto i lavoratori a denunciare all’Inail le proprie condizioni con più decisione.
Ma entriamo nel dettaglio. Stando ai dati registrati, i settori maggiormente coinvolti dall’insorgenza di malattie professionali sono stati quello delle costruzioni, le attività manifatturiere e il commercio all’ingrosso e al dettaglio.
Crescono i casi denunciati
Nel 2019, sono stati 495 gli accertamenti totali registrati, mentre nel 2023 si è saliti a ben 620, con 404 lavoratori coinvolti lo scorso anno contro i 361 nell’anno pre-Covid. Per numero di casi, è il settore costruzioni quello in cima alla lista: i numeri, infatti, dicono che dopo i 103 casi verificatisi nel 2019, si è passati per due anni consecutivi sotto quota 100 (86 nel 2020, 95 nel 2021) – anni che tuttavia, va ricordato, sono stati interessati da numerosi fermi alle attività lavorative legati alla pandemia allora in corso –, per poi risalire a 108 nel 2022 e a 136 nel 2023.
Secondo nell’ordine di incidenza dei casi, sono le attività manifatturiere, con numeri alti, anche se va riconosciuto che nel biennio 2022-2023 ci sia stato un assestamento: così, se nel 2019 i casi erano stati 98, nel 2022 si è arrivati a 136 e nel 2023 c’è stato un leggero calo per toccare 132 unità.
Decisamente distaccato rispetto ai dati degli altri due settori già citati, ma comunque nel podio dei comparti lavorativi più interessati da casi di malattie professionali, vi è poi il commercio all’ingrosso e al dettaglio, con numeri che passano dai 29 del 2019 ai 47 dello scorso anno.
Da non sottovalutare anche l’incidenza delle malattie professionali nel settore della sanità e assistenza sociale e del trasporto e magazzinaggio: rispettivamente, 34 casi nel 2019 e 46 nel 2023 (sanità) e 31 casi nel 2019 e 44 nel 2023 (trasporto/magazzinaggio).
Lavoratori coinvolti: un altro dato in crescita
Il numero di lavoratori coinvolti rispecchia abbastanza fedelmente i casi accertati, anche se vi sono degli scambi di posizione rispetto ai settori lavorativi interessati: così nelle attività manifatturiere sono stati 88 nel 2023 contro i 70 del 2019 (l’andamento nel quinquennio è ondivago), mentre nelle costruzioni, lo scorso anno si è toccata quota 74, quando cinque anni prima era di 64.
In questo dato, invece, è il comparto del trasporto e magazzinaggio a chiudere il podio: nel 2023, infatti, i dati parlano di 35 lavoratori coinvolti mentre nel 2019 erano 27. A ruota, si trovano sanità e assistenza sociale con 31 casi nel 2023 (30 nel 2019) e commercio all’ingrosso e al dettaglio con 29 nel 2023 (20 nel 2019).
Cosa si intende con malattia professionale?
La malattia professionale è la patologia che chi opera in un dato settore può contrarre proprio a causa del lavoro svolto. La differenza, rispetto all’infortunio, sta nel fatto che la malattia professionale insorge nel tempo, per effetto di una graduale, progressiva e lenta azione che agisce sull’organismo dell’interessato. Come l’infortunio, tuttavia, possono provocare un’invalidità temporanea o una menomazione permanente.



