Il Consigliere regionale Stefano Valdegamberi sulla Tariffa Unica Rifiuti: “I parametri sembrano usati per colpire la provincia scaligera”
“Perché la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti aumenta solo a Verona mentre cala in tutto il Veneto?”. A chiederselo è stato il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, che ha facilmente trovato anche la risposta: dipende dai criteri adottati dalla Giunta Regionale.
“Nella prima bozza presentata in Commissione erano presenti dati diversi e varie zone del Veneto, non solo il veronese, prevedevano aumenti. Aumenti che, a detta dei tecnici e dell’Assessore Bottacin, nei Consigli di Bacino di Verona Centro e Nord, non avrebbero comunque superato la cifra di 1 euro per abitante – ha spiegato Valdegamberi –. Poi, stranamente, i dati “tecnici “ si sono miracolosamente trasformati. Solo la provincia di Verona avrà degli aumenti e molto consistenti: 2,3 euro per il Bacino di Verona nord e 3,64 euro per il Bacino di Verona centro”.

“La doccia fredda arriva in questi giorni, senza possibilità di appello – ha proseguito il consigliere regionale -. Per tutto il resto del Veneto, tranne una situazione di sostanziale invarianza di Venezia, ci sarà una diminuzione dei costi. I veronesi che abitano in città e nella parte settentrionale della provincia dovranno sborsare quasi 2 milioni di euro in più per i rifiuti urbani prodotti”.
“Vallo a spiegare al cittadino della montagna che svolge meticolosamente la raccolta differenziata, raggiungendo risultati record e si vede la bolletta sempre più cara, aggravata non solo dalle maggiori spese di trasporto per la configurazione territoriale, ma anche dal rincaro sullo smaltimento – ha concluso Valdegamberi -. Come ho evidenziato quando i parametri erano stati in Commissione, essi sono iniqui e non premiano i comuni e i cittadini virtuosi. E lo sono ancor di più ora ove sono stati “ritarati” per scaricare tutto il costo su Verona e tutti i vantaggi sul resto del territorio veneto, a partire da Belluno e Treviso. Una pura casualità?”.



