MUVIN Verona, il museo internazionale del vino in Italia: sarà un riferimento per l’intero settore vinicolo
La Fondazione Museo del Vino MUVIN ha promosso la 2° edizione dell’International Conference on Wine Museums, con il convegno I Musei del Vino tra Cultura, Innovazione e Promozione Territoriale, tenutosi oggi nella Camera di Commercio di Verona. Esperti del settore, accademici e imprenditori hanno discusso il ruolo dei musei e degli hub del vino nel panorama culturale, economico e territoriale. Verona ha inoltre ospitato, la scorsa settimana, l’evento annuale di Great Wine Capitals, che ha consolidato il ruolo del capoluogo tra le capitali del vino nel mondo.
MUVIN è nata nel 2022 a Verona con lo scopo di promuovere il primo Museo del Vino di livello Internazionale in Italia, divulgare la cultura del vino, promuovere il territorio, esplorare l’innovazione tecnologica e la sostenibilità nella produzione del vino.
Il convegno ha posto al centro dell’attenzione lo sviluppo del MUVIN di Verona, destinato a diventare un riferimento internazionale per l‘intero settore. Illustrati gli avanzamenti del progetto, è stato presentato il team internazionale di architetti, curatori scientifici ed esperti di tecnologie museali e multimediali che affianca la fondazione nel progetto. Tra questi l’esperto e Master of Wine anglo-australiano Steve Charters, gli studi d’architettura Ardielli Fornasa Associati con Mirko Scaratti e Capitale Cultura Group per i contenuti museali.

L’impatto del progetto sull’economia e promozione del territorio
Durante il convegno è stata presentata un’analisi dell’Economic Living Lab, spin-off dell’Università di Verona, sugli effetti del nuovo hub culturale sul territorio. “L’impatto diretto e indiretto sull’economia della provincia ammonterà a circa 700 milioni di euro in 10 anni – ha spiegato il Prof. Diego Begalli, Presidente della fondazione MUVIN e Prorettore dell’Università di Verona – La ricaduta sul sistema regionale e multiregionale raggiunge invece 3-400 milioni di euro con un moltiplicatore di 1 a 30, se consideriamo che l’investimento complessivo sarà nell’ordine di 20 milioni di euro. Si tratta di un impatto ben superiore alla media definita dagli studi più accreditati sull’economia della cultura”.
Enrico Ghinato, consigliere d’amministrazione della fondazione, ha esposto il Business Plan 2024 del MUVIN: “Il MUVIN impiegherà a regime circa 200 persone. Una vera e propria impresa culturale che, già nella fase di start up, raggiungerà l’equilibrio tra ricavi e costi di gestione e arriverà in cinque anni al traguardo di 350 mila visitatori e 7 milioni di fatturato. Ma l’aspetto ancora più importante riguarda il ricavo medio per visitatore, che si attesterà a 14 euro, grazie a un modello di business basato su un mix di esperienze e offerte, incluse degustazioni e merchandising. Un risultato che ci allinea ai più virtuosi standard internazionali di gestione museale”.

Gli ospiti della giornata: “Focus sul valore culturale del vino”
Tra gli ospiti della giornata la Citè du Vin di Bordeaux, i siti UNESCO delle Cantine della Moldavia e delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, il Tempio del Brunello di Montalcino e il Museo e Archivio Storico della Birra Peroni. Hanno coordinato i dibattiti scientifici, esperti quali Steve Charters (Burgundy School of Business di Digione), Roberta Garibaldi (Università di Bergamo), Maurizio Ugliano (Università di Verona). A moderare la giornata il giornalista Mario Puliero.
“Penso che l’idea di un Museo del Vino qui a Verona – ha commentato Steve Charters, a capo del team di curatori scientifici del progetto – sia molto interessante. Sebbene esistano già percorsi museali dedicati al vino in Europa e nel mondo, questo progetto si contraddistingue per il fatto che il focus, a differenza degli altri casi, non sarà sul prodotto e la sua produzione, bensì sul valore culturale del vino. Ed è molto importante di questi tempi, perché penso che stiamo sottovalutando l’importanza di quest’aspetto fondamentale e delle figure associate, dai produttori ai consumatori. Penso che debba passare questo messaggio e che il progetto MUVIN possa essere un’ottima opportunità per farlo”



