Sciopero generale, il corteo a Mestre guarda anche ai diritti delle donne. Toigo (Uil Veneto): “C’è una parte del Paese che sta male, dobbiamo dare speranza anche ai giovani”
Sono stati in 7mila per Uil Veneto e hanno protestato a gran voce contro la manovra di bilancio del governo Meloni: erano i manifestanti che questa mattina hanno partecipato al corteo organizzato a Mestre in occasione dello sciopero generale indetto da di Cgil e Uil.
A capeggiare il corteo che ha attraversato le vie del centro, uno striscione con scritto “Basta violenza sulle donne”, a prova che la manifestazione di oggi voleva coinvolgere proprio tutti e sotto ogni aspetto, anche quello della violenza di genere, spesso manifestata anche attraverso la dipendenza economica di molte donne, costrette dal “gender gap” a sottostare ai salari più alti dei mariti.

Toigo (Uil Veneto): “Più sicurezza, adeguamento delle pensioni e sanità equa e giusta”
I motivi dello sciopero
Lo sciopero di oggi è stato indetto “per cambiare la manovra di bilancio che condanna lavoratori e pensionati a 7 anni di austerità – avevano spiegato i sindacati coinvolti –. Chiediamo di aumentare salari e pensioni, finanziare sanità, istruzione e servizi pubblici, di investire nelle politiche industriali per fermare il declino del Paese e della nostra regione. La manovra di bilancio 2025 dà risposte sbagliate anche alla nostra regione, ed è per questo che Cgil e Uil Veneto aderiranno allo sciopero generale nazionale”.
A scioperare oggi sono tutti i settori pubblici e privati. Si va dai trasporti pubblici alla la sanità, passano per la scuola. Ma si fermano anche i lavoratori di autostrade, aviazione, mezzi su gomma e ferro.



