Negli anni scorsi, le perdite di Venezia erano state in parte colmate con i profitti accumulati da DFS in giro per il mondo, ma il mercato del lusso è in crisi e chiuderanno anche altre sedi
Chiuderà nel 2025 il Fondaco dei Tedeschi, noto centro commerciale di lusso situato in uno dei palazzi più famosi di Venezia, vicino a Rialto. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, che ha sorpreso tutte le istituzioni del Veneto, ma per il quale non sembra esserci alternativa: a rendere ufficiale per primo quella che sembrava essere soltanto una brutta voce tra le calli veneziane è stato nel pomeriggio di ieri l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Venezia, Simone Venturini.

“L’azienda DFS, che gestisce gli spazi del Fondaco dei Tedeschi, ha comunicato a Regione, Comune la volontà di chiudere le sue attività in Italia, e quindi al Fondaco, e di avviare le procedure per il licenziamento collettivo di più di 220 persone, lavoratori, padri emadri di famiglia – ha spiegato l’assessore veneziano -. Ce l’hanno comunicato così, da un giorno per l’altro, senza alcun tipo di preavviso, il tentativo di instaurare un discorso con le istituzioni per capire se c’erano altre soluzioni da percorrere insieme e così, da un giorno all’altro, le istituzioni, i lavoratori e la città prendono atto di questa scelta”.
Venturini: “Arrabbiari e preoccupati: i lavoratori non sono numeri”
“Siamo veramente molto arrabbiati e preoccupati perché, come amministrazione comunale, avremmo subito cercato una soluzione per non lasciare indietro nessun lavoratore – ha continuato Venturini -. Abbiamo subito chiesto un incontro con i sindacati per i prossimi giorni, già lunedì, per iniziare a intavolare una collaborazione per capire quali possono essere le strade da percorrere, da un lato per evitare questa sciagura e dall’altro per accompagnare i lavoratori e perchè siano tutelati i loro diritti e non resti nessuno indietro”.

Sono ben 226 infatti i dipendenti di DFS Italy, società parte del gruppo DFS, distributore internazionale di beni di lusso con sede a Hong Kong e proprietà privata e a maggioranza del conglomerato di lusso LVMH – Moët Hennessy Louis Vuitton, che resteranno senza lavoro alla chiusura del Fondaco dei Tedeschi. “Questi lavoratori e le loro famiglie non sono solo numeri – ha sottolineato l’assessore Venturini -. Sono persone che, con il loro operato quotidiano, contribuiscono a rendere Venezia la città unica che conosciamo e amiamo. Lavoreremo dunque insieme alle organizzazioni sindacali e alla Regione per mettere in campo tutte le iniziative possibili per evitare conseguenze drammatiche”.
Mantovan: “Già chiesto il supporto dell’unità di crisi aziendali”

Grande indignazione anche dalla Regione Veneto. “Sarebbe stato utile – ha affermato l’assessore regionale al Lavoro, Valeria Mantovan – un congruo preavviso sulle intenzioni della società per assicurare la massima tempestività nella presa in carico della situazione da parte della Regione. Per la gestione di questa complessa situazione ho chiesto il supporto dell’unità di crisi aziendali che, con la Direzione lavoro regionale, ha già fissato un primo tavolo tecnico con l’azienda e le parti sociali. Posso già da ora assicurare che, come Regione, forniremo tutto il supporto necessario alla definizione di soluzioni e all’impiego degli strumenti disponibili”.
I sindacati: “Dal 2020 DFS ha accumulato più di 100 milioni di euro di perdite“
“Avevamo notizie di uno stato di sofferenza, ma certamente non potevamo aspettarci una decisione così drastica da parte di DFS – hanno affermato Caterina Boato di Filcams Venezia, Nicola Pegoraro di Fisascat Venezia e Fabio Marchiori di Uiltucs Venezia, i tre segretari di categoria, hanno saputo solo stamattina del destino del Fondaco dei Tedeschi -. Sono state convocate le RSA per la comunicazione dell’avvio della procedura di mobilità. Emerge che dal 2020, solo a Venezia, DFS abbia accumulato più di 100 milioni di euro di perdite. Il core business del Fondaco erano i “travel retail”, i viaggi organizzati per fare shopping di lusso, soprattutto provenienti dal mercato asiatico. Negli anni scorsi, le perdite di Venezia erano state in parte colmate con i profitti accumulati da DFS in giro per il mondo. Ma il mercato del lusso sta vivendo una crisi epocale e la chiusura di Venezia è solo una di un più ampio processo di ristrutturazione di DFS, che chiuderà anche altre sedi”.
Settembre 2025: la data di chiusura definitiva del Fondaco dei Tedeschi
“Ci è anche stato comunicato – hanno aggiunto i tre sindacalisti – che DFS dovrà restituire l’immobile alla proprietà, Edizione Holding, a settembre 2025. È presumibile quindi che i negozi chiuderanno non più tardi della prossima primavera”.
Dopo la sgradevole sorpresa però, è ora il momento di guardare al destino dei 226 lavoratori del Fondaco dei Tedeschi. “Ci sarà una riunione dell’Unità di crisi della Regione Veneto e incontreremo anche l’amministrazione comunale di Venezia – hanno concluso i sindacati –. Nei prossimi giorni convocheremo un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori, per accompagnarli e supportarli in questo momento così delicato. Anche le segreterie confederali di Cgil Cisl e Uil sono al nostro fianco, a difesa e tutela dei lavoratori”.


