Vicenza, 57 controlli, 46 denunce e contributi richiesti ma non riscossi per oltre 33.000 euro, scoperti dalla guardia di finanza
La guardia di finanza di Vicenza, in collaborazione con l’Inps, ha scoperto indebite erogazioni di reddito di cittadinanza per circa 350.000 euro, denunciando 46 persone all’autorità giudiziaria. Sono stati effettuati 57 interventi complessivi, rilevando anche contributi indebitamente richiesti ma non riscossi per oltre 33.000 euro.
Tra i casi emersi, diversi beneficiari hanno omesso informazioni fondamentali per accedere al reddito, violando le normative previste. C’è chi non ha dichiarato di essere detenuto, chi ha nascosto che un componente del nucleo familiare aveva trovato lavoro, e chi non aveva i requisiti di residenza minima di 10 anni, di cui gli ultimi due continuativi.
Un caso emblematico riguarda una domanda in cui erano stati omessi redditi percepiti nel 2018 e condanne definitive nei 10 anni precedenti. In un’altra situazione, la Dichiarazione sostitutiva unica non indicava informazioni fondamentali come l’abitazione di residenza, i membri del nucleo familiare, e il possesso di un’auto, portando a un indebito percepimento di 20.606,83 euro in 21 mensilità.
La guardia di finanza segnala che molti richiedenti non rispettavano il “requisito di onorabilità”, essendo sottoposti a misure cautelari personali al momento della domanda. Tra i casi più gravi, una persona sottoposta a custodia cautelare per traffico di stupefacenti, con numerosi precedenti, aveva percepito il beneficio nonostante fosse destinataria di ammonimenti e sorveglianza speciale.
Un altro richiedente, condannato per riduzione in schiavitù, aveva presentato domanda mentre era sottoposto a divieto di dimora. Un’altra beneficiaria ha falsamente dichiarato l’assenza di condannati nel nucleo familiare, non menzionando un convivente con numerosi precedenti penali e condanne per traffico internazionale di droga.
Anche il portale Giochi e Tabacchi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha contribuito all’indagine, rilevando che un beneficiario aveva percepito proventi dal gioco online per oltre 89.000 euro nel 2019 e 63.000 euro nel 2020, mai dichiarati.
La guardia di finanza ribadisce l’importanza dei controlli per garantire che i fondi pubblici siano destinati a chi ne ha realmente diritto, contrastando abusi che danneggiano l’intera collettività.



