Approvata l’integrazione alla legge sull’agrivoltaico in Veneto: maggiori attenzioni e controlli per tutelare il suolo e l’agricoltura
È stata approvata ieri dal Consiglio regionale del Veneto l’integrazione normativa alla legge regionale 19 luglio 2022, n. 17 “Norme per la disciplina per la realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli ubicati a terra”: così la Regione Veneto scongiura raggiri e cerca di garantire il rispetto non solo della legge, ma anche dei terreni agricoli e dell’utilizzo delle rinnovabili.
Agrivoltaico in Veneto: ecco cosa cambia
Entrando nel dettaglio, ciò che cambierà sarà il dovere di dimostrare che il piano culturale sia effettivamente presentato da un imprenditore agricolo, regolarmente iscritto al registro camerale, titolare di un fascicolo aziendale depositato in Avepa, costantemente aggiornato.
Non solo. Come spiega Coldiretti, l’agricoltore dovrà anche garantire la continuità dell’attività in ordine alla coltivazione, alla resa produttiva, al mantenimento dell’indirizzo agronomico, facendo attenzione al passaggio da una produzione diversa da quella esistente al momento dell’autorizzazione all’impianto.
Corazzari: “Importante dettare delle regole per garantire la maggiore tutela possibile dei nostri terreni agricoli”
“Grazie all’integrazione normativa sarà più facile assicurare che coloro che scelgono di installare un impianto agrivoltaico continuino effettivamente nelle loro attività agricole o pastorale – spiega l’assessore regionale al Territorio, Cristiano Corazzari –. La legge regionale, come integrata dalla legge ordinamentale approvata, rafforza il vincolo di produzione agricola al fine di garantire una più forte, sicura, continuativa connessione tra impianto agri-voltaico e la continuità dell’attività agricola e pastorale per evitare raggiri dei divieti di impianto. Questa interpretazione della legge rafforza e garantisce il vincolo di coltivazione dei terreni sottostanti gli impianti agri-voltaici andando così ad evitare che venga sottratto suolo coltivabile agricolo e garantendo la qualifica di imprenditore agricolo dei soggetti proponenti”.

Spetterà dunque alla Giunta regionale, nel rispetto della normativa statale ed europea, “emettere le linee guida che permetteranno di determinare i parametri per definire la continuità, oltre ai parametri per approntare le verifiche del caso – prosegue Corazzari, che conclude–. Era importante dettare delle regole per garantire la maggiore tutela possibile dei nostri terreni agricoli ben consapevoli di come occorra contemperare la salvaguardia del suolo e delle produzioni agricole ed alimentari, con la giusta necessità di implementare l’utilizzo di energia rinnovabile”.
Coldiretti Veneto: “Rafforzata ulteriormente la centralità dell’agricoltura nella realizzazione di sistemi agrivoltaici”
Soddisfazione per la decisione regionale anche Coldiretti Veneto. “Si tratta di questioni rilevanti – spiega Carlo Salvan, presidente regionale – perché contrastano le speculazioni e tutelano la superficie coltivata. Si è affermato con forza che è proprio la figura professionale dell’imprenditore agricolo quella deputata a coniugare l’attività agricola con la produzione energetica da fonti rinnovabili e lo fa rafforzando il vincolo di coltivazione del fondo che deve essere reale e non sulla carta, per il periodo della durata dell’impianto fino a 25/30 anni”.

“Per primi abbiamo sollevato ormai quattro anni fa l’attenzione sulla speculazione da fotovoltaico – sottolinea Salvan – con l’esigenza di dare regole chiare ed evitare speculazioni. Assistiamo purtroppo ancora oggi a presentazione di progetti mastodontici di fotovoltaico, soprattutto agrovoltaico, che temiamo nascondano dietro la parola agro ancora il mero business energetico a scapito dell’agricoltura, motivo per il quale abbiamo chiesto e ottenuto un rafforzamento della normativa regionale che preservi il valore agricolo dei nostri territori. Questo è quindi un importante passo in avanti grazie alla Delibera della Regione e confidiamo ora in una rapida attuazione da parte della giunta regionale per l’individuazione delle linee guida necessarie”.



