Arrivano le lauree specialistiche in cure primarie e sanità pubblica, in cure pediatriche e neonatali e in cure intensive e nell’emergenza. Lanzarin: “Risposta ai bisogni di una popolazione sempre più anziana”
Tre nuovi percorsi di laurea magistrale per la professione infermieristica: è l’annuncio accolto con gran favore dalla categoria e fatto dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, ospite al Consiglio nazionale FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche). Oltre a ciò, anche la possibilità per chi avrà compiuto il percorso di specializzazione di poter fare prescrizioni infermieristiche (ricette per dispositivi di medicazione, sacche, cateteri, etc.) che, pur essendo legati all’assistenza infermieristica, sono oggi possibili solo attraverso ricetta firmata dai medici.

L’obiettivo è offrire più opportunità formative e sbocchi di carriera agli infermieri in possesso della laurea triennale abilitante. “L’infermiere svolge un ruolo essenziale nel garantire la tutela della salute e centrale nell’evoluzione del Servizio sanitario nazionale – ha spiegato il Ministro nel corso del Consiglio nazionale degli Infermieri -. In quest’ottica, vogliamo dare una risposta strutturale strategica e sostenibile per quanto riguarda la carenza di organico, ma soprattutto con riferimento alle prospettive giuste di carriera e anche di miglioramento delle condizioni di lavoro”.
“Condividiamo dunque l’esigenza evidenziata dalla Fnopi di una revisione della laurea magistrale in infermieristica, per qualificare ulteriormente il processo formativo degli infermieri – ha proseguito Schillaci -. Qualche giorno fa abbiamo infatti strasmesso al Mur, per seguiti di competenza, il documento proposto dalla Federazione. Questo prevede l’istituzione di percorsi di laurea magistrale in scienze infermieristiche: uno riguarda gli infermieri di urgenza, uno gli infermieri per le cure neonatali e pediatriche e uno per gli infermieri di famiglia e delle cure primarie”.
“Questa è la nostra risposta ai bisogni del Servizio sanitario nazionale – ha concluso il Ministro della Salute -. C’è ovviamente un un aumento delle responsabilità degli infermieri e delle attività professionai che possono svolgere: mi sembra naturale e doveroso per chi va a fare una laurea magistrale”.
L’ira dei medici, Anelli (FNOMCeO): “Atteggiamento scorretto e ingrato ai danni della categoria”
Non ci sta invece la FNOMCeO (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), che ritiene ingiusta la decisione ministeriale. “Siamo sconcertati e rammaricati per non essere stati interpellati – così come prevederebbe la Legge, a tutela della Salute pubblica – su questa delicata materia, che presuppone un passaggio di competenze specialistiche – ha commentato il Presidente FNOMCeO, Filippo Anelli, dopo le dichiarazioni rilasciate dal Ministro della Salute -. La prescrizione presuppone una diagnosi e la diagnosi è di competenza del medico. Una competenza che il medico non si arroga, ma che gli viene conferita dalla Legge, secondo il suo percorso di studi. La diagnosi è un atto medico complesso, che ha come fondamento tutta una serie di conoscenze che coinvolgono l’intero percorso di studi e non si esauriscono in uno o due esami universitari”.

“La Legge stessa prevede – continua il Presidente – che per attribuire a una professione nuove competenze vadano ascoltate le altre professioni coinvolte. Non comprendiamo dunque perché non siamo stati chiamati ai tavoli di confronto e abbiamo dovuto apprendere del progetto a cose fatte. Ci sentiamo inoltre non ascoltati e non considerati dal Ministro Orazio Schillaci e dai rappresentanti del Ministero, e questo ci sembra tanto più scorretto e ingrato in un momento in cui i medici, nonostante le gravissime carenze del sistema, continuano a sostenere il Servizio sanitario nazionale”.
“Attendiamo – ha concluso quindi Anelli – di esaminare il provvedimento, che non conosciamo: laddove fossero attribuite ad altri professionisti competenze esclusive del medico, saremmo costretti a valutarne l’impugnazione”.
L’opinione dal Veneto, Lanzarin: “Risposta coerente contro la carenza di personale sanitario”
“Si tratta di una decisione che non possiamo non condividere, coerente con il recente piano strategico per affrontare la carenza di personale sanitario approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n.960 del 13 agosto 2024”. Ha affermato l’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin.

“L’iniziativa del ministero, promossa e sostenuta dalla FNOPI, che l’ha definita una svolta epocale, attesa da anni, – ha aggiunto l’assessore – si orienta infatti alla valorizzazione della professione infermieristica, contribuendo allo sviluppo di competenze e all’ampliamento delle prospettive di carriera professionale, tanto più necessaria in un momento in cui si manifesta, come da noi più volte sottolineato, una crisi di attrattività verso questa professione. Si tratta di un provvedimento che potrà contribuire, assieme alle altre azioni indicate nel Piano della Regione Veneto, a trattenere i professionisti nel servizio sanitario pubblico, rispondendo contestualmente ai bisogni di una popolazione sempre più anziana, affetta da patologie croniche e aspettative di assistenza crescenti”.



