Stop allo stabilimento di Pontelongo nel 2026, appello di Coldiretti per salvare il comparto bieticolo-saccarifero
La sospensione temporanea dello stabilimento di Pontelongo per la stagione 2026 riaccende l’allarme sul futuro della filiera dello zucchero italiano. La decisione annunciata da Co.Pro.B., già ipotizzata nelle scorse settimane, preoccupa il settore agricolo e rilancia la richiesta di un intervento strutturale a livello nazionale.
“La sospensione temporanea dello stabilimento di Pontelongo per la stagione 2026, annunciata da Co.Pro.B., che Coldiretti Veneto aveva già paventato all’inizio di febbraio, è purtroppo diventata realtà”, dichiara Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto. L’organizzazione agricola spiega di aver seguito fin dall’inizio la vicenda coinvolgendo anche la Regione Veneto.
“Coldiretti è sempre stata al fianco del settore bieticolo-saccarifero, seguendo con attenzione ogni evoluzione e attivandosi fin da subito per coinvolgere la Regione Veneto”, aggiunge Salvan, ricordando il coinvolgimento del presidente della Regione Alberto Stefani e dell’assessore all’Agricoltura Dario Bond.
Secondo Coldiretti la situazione richiede ora un cambio di passo e una visione più ampia per garantire un futuro alla produzione nazionale di zucchero. “Di fronte a una situazione di indubbia gravità è necessario cambiare prospettiva: non limitarci a gestire l’emergenza, ma costruire una strategia condivisa che consenta al settore di superare questa fase critica e di guardare al futuro con maggiore solidità”, sottolinea Salvan.
Tra le proposte avanzate dall’organizzazione agricola c’è innanzitutto l’impegno del Governo per equiparare gli zuccherifici agli impianti energivori che già beneficiano di agevolazioni sui costi energetici, con riduzione degli oneri di sistema e misure fiscali dedicate. Coldiretti chiede inoltre un sostegno straordinario per gli agricoltori e per i centri di ricerca, come Veneto Agricoltura e il Crea di Rovigo, per sviluppare varietà di barbabietola più resistenti ai cambiamenti climatici.
Un altro punto centrale riguarda l’attivazione di contratti di filiera di durata almeno triennale, con il supporto della Regione Veneto, coinvolgendo anche l’industria alimentare regionale che oggi utilizza in gran parte zucchero importato. L’obiettivo è valorizzare una produzione di qualità interamente italiana e offrire ai produttori prospettive economiche più stabili. Coldiretti richiama infine l’attenzione sul ruolo dei contoterzisti, imprese che negli anni hanno investito in macchinari specifici per la coltivazione e la raccolta della barbabietola e che ora rischiano pesanti ripercussioni economiche.
“Solo attraverso una programmazione concreta e condivisa sarà possibile restituire tranquillità e certezze agli agricoltori e a tutti gli operatori occupati nelle sedi di lavorazione interessate – conclude Salvan -. Coldiretti Veneto conferma il proprio impegno al fianco delle imprese agricole e in collaborazione con Co.Pro.B., per difendere e rilanciare una filiera strategica per il Made in Italy agroalimentare”.



