Presentati a Jesolo i primi risultati del Progetto Interreg Smart Tour. Pavanetto: “Il progetto Smart Tour e la città di Jesolo con questo progetto diventano protagonisti di un modello di sviluppo che può fare scuola soprattutto tra le località del litorale”
“Un turismo più smart, destagionalizzato, di qualità e sostenibile per i territori. Ma anche accogliente e accessibile a tutti”. Sono le priorità del Programma regionale per il Turismo sul turismo 2025-2027 elencate dal vicepresidente della Regione Veneto e assessore regionale al Turismo, Lucas Pavanetto, intervenuto oggi alla presentazione, negli spazi del Comune di Jesolo, dei primi risultati del Progetto Smart Tour, finanziato con il Programma Interreg Europe. Un progetto che, secondo Pavanetto, andrebbe “esattamente in questa direzione”.

Il progetto Smart Tour
Il progetto “Smart Tour” nasce dalla concertazione di un partenariato europeo, con un budget complessivo di 1.845.515 euro, di cui 202.610 euro destinati al Comune di Jesolo. Da maggio 2025 ad aprile 2029, Jesolo collaborerà con partner europei per analizzare e trasferire buone pratiche finalizzate al miglioramento delle policy regionali per lo sviluppo turistico. L’obiettivo del progetto è promuovere un turismo sempre più smart, innovativo e digitalizzato.
Pavanetto: “La sfida è governare il turismo in modo intelligente, sostenibile, condiviso”
“Viviamo in una regione che nel 2025 ha totalizzato 74 milioni di presenze, 1 milione circa in più rispetto a quello dell’anno precedente – spiega Pavanetto -. Ci confermiamo come prima regione in Italia in termini di turismo. Sono numeri importanti che devono far comprendere come la sfida oggi non sia semplicemente quella di crescere numericamente ma di governare i flussi turistici in modo intelligente, sostenibile, condiviso. Il che vuol dire accogliere gli ospiti nel migliore dei modi ma soprattutto garantire una qualità di vita alta alla comunità residente”.
“Il progetto Smart Tour e la città di Jesolo con questo progetto diventano protagonisti di un modello di sviluppo che può fare scuola soprattutto tra le località del litorale, le quali raccolgono il 35% del totale delle presenze. Dobbiamo puntare sulla distribuzione delle presenze sul territorio e non solo in quelle 20 località in cui si concentra l’80% delle presenze – conclude Pavanetto -. Solo in questo modo sarà possibile crescere tutti assieme e garantire qualità dell’offerta e sostenibilità per i territori, creando benessere per le nostre comunità”.



