Coalizione Civica per Treviso e l’opposizione di centrosinistra sollevano dei dubbi e criticità relativi al “Piano Casa” del Comune di Trevsio
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Il dibattito sul “Piano Casa” del Comune di Treviso si arricchisce di nuove domande dopo la pubblicazione dei dati ISTAT 2023, che mostrano come nella città ci siano 5.976 alloggi inutilizzati su un totale di 45.357, pari al 13,18% del patrimonio residenziale, in leggero aumento rispetto al 2021.
A sollevare questioni critiche è Coalizione Civica per Treviso e l’opposizione di centrosinistra, che pur accogliendo con favore l’interesse dell’amministrazione verso le esigenze abitative del ceto medio impoverito, evidenziano diversi punti da chiarire prima che la delibera arrivi in Consiglio Comunale.
Preoccupazioni sugli alloggi popolari
Secondo l’opposizione, le misure previste per l’aumento della dotazione di alloggi popolari risultano marginali. Il piano comunale prevede infatti la riduzione del 50% degli oneri di urbanizzazione per la costruzione di nuove abitazioni ERP da parte di ATER, misura utile ma ritenuta insufficiente.
Rimangono dubbi su come verrà garantita una risposta ai 573 assegnatari del bando 2025 e in particolare alle famiglie numerose che nel 2023 erano rimaste escluse a causa dell’inadeguatezza dimensionale degli alloggi.
Abitazioni vuote e locazioni turistiche
I dati ISTAT indicano 5.976 alloggi inutilizzati, ma sottraendo i circa 350 alloggi popolari non occupati e almeno 450 abitazioni fatiscenti, la disponibilità reale si riduce a circa 5.200 unità. Di queste, 591 sono impiegate per locazioni turistiche.
L’opposizione chiede quindi se l’amministrazione intenda regolare le locazioni turistiche che sottraggono spazi al mercato ordinario e promuovere iniziative per favorire affitti a lungo termine, come fondi di garanzia per i proprietari o un’agenzia comunale per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Una mossa che potrebbe ridurre la necessità di nuovi interventi edilizi.
Dubbi sulla gestione urbanistica e cubature
Infine, restano interrogativi sulle modalità di applicazione delle agevolazioni: “Saranno rivolte solo al recupero di edifici esistenti, o anche alla costruzione su aree verdi? E le eventuali modifiche urbanistiche saranno integrate in un piano organico o procedimenti separati”? Queste le domande con cui l’opposizione sottolinea come Treviso abbia bisogno di abitazioni a prezzi accessibili ma non di ulteriore cementificazione.
Il dibattito sul “Piano Casa” evidenzia quindi un equilibrio delicato tra il sostegno ai ceti medi, la tutela degli alloggi popolari già esistenti e la necessità di una pianificazione urbana sostenibile, che eviti di consumare nuove aree verdi e incentivi l’uso efficiente del patrimonio abitativo esistente.


