A Padova presentato il progetto sperimentale che unisce imprese artigiane, assistenza socio-sanitaria e tecnologia per favorire l’autonomia degli anziani
L’Italia si avvia verso un profondo cambiamento demografico: tra il 2045 e il 2050 oltre un terzo della popolazione, circa il 34-35%, avrà più di 65 anni, con i baby boomer più giovani già oltre gli 80. Una trasformazione che coinvolge pienamente anche il territorio padovano e che impone nuove risposte sul piano sociale, sanitario e abitativo.
In questo contesto, favorire la permanenza delle persone nella propria casa il più a lungo possibile diventa una priorità. Autonomia, sicurezza, benessere e relazioni rappresentano gli elementi cardine di un nuovo modello di welfare preventivo e di comunità, capace di rispondere all’aumento della domanda di assistenza e alla riduzione delle risorse disponibili per nuove strutture residenziali.
Di questi temi si è discusso nel corso del convegno “La tua casa è a misura del tuo prossimo futuro?”, andato in scena sabato nell’ambito di Casa su Misura, su iniziativa di Confartigianato Imprese Padova, ANAP Confartigianato e Fondazione Opera Immacolata Concezione (OIC). Un appuntamento che ha segnato l’avvio operativo di un progetto sperimentale orientato a integrare sistema produttivo, assistenza socio-sanitaria e innovazione tecnologica, con l’obiettivo di sostenere l’invecchiamento attivo e la qualità della vita degli anziani.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confartigianato Imprese Padova Gianluca Dall’Aglio, che ha sottolineato il valore strategico dell’alleanza tra soggetti diversi: “Abbiamo voluto creare non solo un momento di confronto, ma un incontro capace di generare una rete. Mettere al centro le persone significa unire competenze, ruoli ed esperienze per rispondere ai nuovi bisogni della comunità”. Nel celebrare gli 80 anni dell’Associazione, nata nel 1946, Dall’Aglio ha evidenziato come oggi la sfida sia quella di anticipare i cambiamenti demografici e sociali, ripensando i modelli di welfare: “Il nostro compito è costruire soluzioni innovative che mettano la cura al centro, partendo dalle case”.
Il progetto, attualmente in fase sperimentale e rivolto inizialmente ai soci ANAP Padova, mette in rete le imprese artigiane dei settori edilizia, impiantistica, legno-arredo, biomedicale e servizi per il benessere con l’esperienza pluridecennale di OIC nell’assistenza agli anziani. L’obiettivo è sostenere chi vive condizioni di fragilità o solitudine, favorendo autonomia, sicurezza e relazioni. Il presidente di ANAP Padova Lino Fabbian, ha infatti spiegato come l’iniziativa rappresenti una doppia opportunità: “Sosteniamo i nostri soci più fragili e, allo stesso tempo, valorizziamo le competenze delle imprese artigiane, rendendole protagoniste di un nuovo welfare di comunità”.
A chiudere i lavori è stato il direttore generale di Fondazione OIC Fabio Toso, che ha richiamato l’attenzione sui dati relativi all’aumento della domanda di assistenza in RSA, a fronte di carenze di personale e costi elevati: “La casa è il primo luogo di cura. È lì che si gioca la partita dell’autonomia e della qualità della vita. Stiamo costruendo una best practice per il domicilio, portando competenze e cultura della cura direttamente nelle abitazioni, prima che il bisogno diventi emergenza”.
Il progetto mira a sviluppare un sistema integrato che unisca interventi socio-sanitari, supporto tecnico e manutentivo, innovazione digitale e presenza umana, valorizzando le reti territoriali e superando una visione esclusivamente tecnologica dell’assistenza. Dal confronto è emersa una visione condivisa: ripensare l’abitare come presidio di autonomia e dignità, trasformando la collaborazione tra istituzioni, imprese e mondo associativo in una risposta concreta e sostenibile alle sfide dell’invecchiamento.


