Il progetto del Cantiere delle Donne parla ai giovani: 9 incontri per avvicinarsi al mondo cinematografico e realizzare un cortometraggio come strumento di consapevolezza, espressione e responsabilizzazione
Grazie a una campagna di crowfunding nazionale che ha raccolto quasi 12mila euro e un tour nelle scuole padovane coinvolte nel progetto, sono finalmente partiti, nei locali di Casa della Rampa a Padova, i lavori de “Il rumore delle immagini – Un cortometraggio per cambiare il finale delle nostre storie”: direttamente dai pensieri dei ragazzi, dunque, prenderà vita un cortometraggio contro la violenza di genere e sul concetto di parità. Il progetto è organizzato dal Cantiere delle Donne.
Non prima però dei 9 incontri previsti dal progetto per realizzare il corto insieme a un gruppo di professionisti del settore. Il primo incontro si è già svolto il 10 febbraio con una lezione interamente dedicata al linguaggio cinematografico condotta dalla regista Martina Acazi, una delle promotrici del progetto all’interno dell’associazione.
L’idea, l’obiettivo, i protagonisti
Prima di partire l’associazione ha dato vita a un ciclo di incontri nelle scuole dove il progetto è stato illustrato direttamente agli studenti e alle studentesse, per poi raccogliere le adesioni. Alla fine sono 35 in totale i ragazzi che hanno scelto di partecipare, dalla terza superiore in su, all’interno dei percorsi di alternanza scuola–lavoro. Quattro le scuole protagoniste: l’istituto Calvi, il Valle e i professionali Engim ed Enaip.
“Il rumore delle immagini” nasce dall’incontro tra due pilastri centrali dell’azione dell’associazione: giovani e linguaggio cinematografico. L’obiettivo è costruire un percorso educativo e creativo che utilizzi il cinema come strumento di consapevolezza, espressione e responsabilizzazione, affrontando in modo diretto e guidato il tema della violenza di genere e della parità a tutto campo.
Il progetto si svilupperà in un percorso strutturato in più fasi: dopo un’introduzione al linguaggio del cinema e degli strumenti narrativi visivi, si terranno degli incontri di confronto sul tema della violenza di genere con il supporto di una psicologa, in uno spazio protetto, a cui seguirà la scrittura e ideazione della storia originale, per poi passare alla preproduzione e organizzazione del set, preparative per tre giornate di riprese cinematografiche con professionisti del settore, e infine verrà effettutato il montaggio con una montatrice professionista e revisione condivisa delle scelte narrative
Il risultato sarà un cortometraggio realizzato con il coinvolgimento diretto dei ragazzi e delle ragazze in tutti i ruoli del set: non solo interpreti, ma anche regia, fotografia, suono e organizzazione. Un’esperienza concreta di lavoro di squadra, competenze tecniche e crescita personale.
Il tema? Totalmente a scelta libera dei ragazzi, che saranno aiutati a sviscerarlo anche assieme ad una psicologa, già nel secondo incontro. Il 29 maggio è prevista “la prima” in orario e location in corso di definizione, alla quale parteciperanno, oltre alle scuole coinvolte anche i donatori, le istituzioni della città e della provincia.
Da Venezia è arrivato ancora mesi fa l’invito a presentare il corto anche alla Mostra del Cinema di Venezia, all’interno dello spazio della Regione del Veneto. Ma il Cantiere delle Donne si impegnerà a portare il cortometraggio anche in altri festival ed eventi culturali, per amplificarne l’impatto e contribuire in modo attivo alla sensibilizzazione pubblica.
Il crowfunding dietro al progetto
La raccolta fondi che ha permesso tutto questo ha superato l’obiettivo prefissato raggiungendo 11.755 euro, pari al 118% del target, grazie al contributo di 109 sostenitori. Un risultato concreto che conferma la forza della rete costruita attorno al progetto e la sensibilità diffusa verso i temi della parità di genere e del contrasto alla violenza. E la generosità di tante persone che hanno donato da 1 euro a 1000 euro per sostenere la causa e dare voce e immagini ai ragazzi.



