Struttura operativa 24 ore su 24 con 528 addetti e tecnologie per un milione di euro: Stefani in visita al cuore dell’assistenza sanitaria dei Giochi olimpici
Il Policlinico Olimpico allestito all’ospedale Codivilla è a tutti gli effetti il cuore dell’assistenza sanitaria per i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026. A verificarne di persona l’operatività è stato il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, accolto dal personale sanitario e dai vertici dell’Ulss 1 Dolomiti guidati dal commissario Giuseppe Dal Ben.
La visita ha rappresentato l’occasione per fare il punto su un progetto complesso, nato con il contratto di concessione pubblico-privato del 2019 e proseguito tra rallentamenti dovuti alla pandemia e all’aumento dei costi. Dopo una fase di stallo, i lavori sono ripartiti nel 2023, pur tra difficoltà, fino alla firma di un atto aggiuntivo nel novembre 2024. Il 25 gennaio 2026 i locali destinati all’uso olimpico sono stati ufficialmente consegnati all’Ulss.

“Sono qui per ringraziare il personale impegnato con orgoglio in questo servizio – ha dichiarato il presidente Alberto Stefani, complimentandosi con medici, infermieri e tecnici presenti -. Ho incontrato persone competenti ma anche entusiaste che rendono onore al nostro Veneto, con spirito olimpico. Ancora una volta la sinergia col volontariato e il terzo settore è vincente“.
Il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben ha aggiunto: “Il Codivilla è una delle legacy principali di queste Olimpiadi per tutto il territorio. Ringrazio quanti hanno permesso di arrivare a questo importante risultato. Quello che oggi viene offerto ai migliori atleti del mondo, domani sarà il nuovo standard di cura per la nostra comunità e per chi vive la montagna.”
Un ospedale in assetto olimpico, ma preparato anche al futuro
Per tutta la durata dei Giochi, il Codivilla opera secondo le linee guida del Comitato Olimpico Internazionale. La struttura dispone di un Pronto Soccorso con laboratorio analisi, Radiologia, poliambulatorio multispecialistico e di una control room dalla quale vengono coordinati tutti i soccorsi sanitari legati all’evento, sotto la supervisione del regional medical manager Paolo Rosi. All’interno trovano spazio anche la foresteria e la mensa per il personale.
Operativo 24 ore su 24, il Policlinico ha già affrontato con successo i primi “stress test”. Nei giorni scorsi, un team multidisciplinare ha gestito casi complessi che hanno coinvolto atleti di livello internazionale, assicurando diagnosi rapide e trattamenti per patologie acute e traumi. L’offerta sanitaria comprende stabilizzazione delle emergenze, diagnostica avanzata con Tac e risonanza magnetica, consulenze in ortopedia, cardiologia, medicina dello sport e fisiatria. Sono inoltre attive le specialità di ginecologia, otorinolaringoiatria e psicologia, oltre a un servizio nursery e a percorsi riabilitativi con tecnologie dedicate, garantendo cure di alto livello senza tempi di attesa.
Al Codivilla sono impegnate complessivamente 528 persone. Se si considera l’intero sistema di assistenza sanitaria predisposto per i Giochi – tra venue e villaggio olimpico – il personale coinvolto supera le 1.500 unità.
Particolare attenzione è stata riservata ai protocolli di sicurezza e riservatezza: la struttura è stata progettata con percorsi separati e spazi dedicati per assicurare la massima privacy agli atleti, come richiesto dagli standard CIO. Accanto a professionisti con un’ottima padronanza dell’inglese, è sempre presente anche un interprete.
Uno degli aspetti più sottolineati durante la visita riguarda l’eredità che l’evento lascerà al territorio. Le attrezzature installate per i Giochi resteranno infatti patrimonio della sanità locale, rafforzando l’offerta per residenti e turisti. Il valore complessivo delle nuove dotazioni è di circa un milione di euro e comprende, tra l’altro, un treadmill a zero gravità, riuniti per oculistica e ORL, sistemi per laserterapia, crioterapia e onde d’urto, oltre a ecografi, sistemi radiologici diretti e tecnologie per la riabilitazione.
Non solo infrastrutture, ma anche competenze: il modello organizzativo prevede la collaborazione tra il personale dell’Ulss 1 Dolomiti e specialisti provenienti da altre realtà di eccellenza regionale, come l’Azienda Ospedaliera, favorendo uno scambio professionale destinato a rafforzare il Servizio sanitario regionale anche dopo la fine dei Giochi.



