Le continue aggressioni ai danni di chi opera nei servizi pubblici tornano al centro del dibattito politico regionale
La consigliera del Partito democratico e vicepresidente della Commissione Lavoro Monica Sambo, ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale per chiedere interventi immediati e strutturali a tutela di autisti, marinai, operatori sanitari e di tutti coloro che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini.
“L’ennesima aggressione a un lavoratore del trasporto pubblico locale conferma un clima ormai intollerabile: non si può lavorare nella paura“, afferma Sambo in una nota, facendo riferimento al recente episodio avvenuto sulla linea 5.2 Actv, dove un passeggero in stato di alterazione ha colpito con calci e pugni un marinaio, costringendolo al ricorso alle cure del Pronto Soccorso. Un fatto grave che, sottolinea la consigliera, “non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in una lunga serie di episodi che coinvolgono anche il personale sanitario e altri operatori dei servizi al cittadino”.
Secondo Sambo, il fenomeno non riguarda soltanto le aggressioni fisiche, ma comprende anche una crescente violenza verbale, quotidiana e diffusa, che contribuisce a creare un clima di lavoro sempre più pesante, in particolare per le donne. “È un problema di sicurezza, ma anche di civiltà. Serve una risposta coordinata e forte da parte delle istituzioni”, ribadisce la consigliera.
Nell’interrogazione rivolta all’assessore regionale ai Trasporti, l’esponente dem chiede l’attivazione di una vera e propria strategia regionale condivisa, con misure omogenee e un monitoraggio stabile del fenomeno. Tra le proposte, anche una campagna pubblica di sensibilizzazione per stigmatizzare le aggressioni e rafforzare il rispetto verso chi svolge un servizio pubblico, oltre alla scelta chiara della “denuncia istituzionale”, affinché siano gli enti e le società pubbliche a procedere contro gli aggressori, garantendo ai lavoratori assistenza legale totale e gratuita.
La consigliera sollecita inoltre un’intesa con ANCI Veneto per uniformare procedure e standard tra Comuni e aziende partecipate, insieme a indirizzi operativi alle Ulss per protocolli omogenei di prevenzione, gestione degli episodi, tutela legale e supporto psicologico alle vittime. “Non possiamo normalizzare la violenza. La Regione deve coordinare, indicare standard minimi, mettere risorse e costruire un patto istituzionale con Comuni, aziende e Ulss. Difendere chi lavora nei servizi pubblici significa difendere l’intera comunità”, conclude Sambo.


