Salari sotto i mille euro, contratti penalizzanti e carenza di continuità educativa: interrogazione urgente in Consiglio regionale sull’integrazione scolastica
“Una situazione inaccettabile” quella del servizio di assistenza all’integrazione scolastica delle persone con disabilità, denuncia Carlo Cunegato capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale del Veneto, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sulla situazione nell’Ulss 7 Pedemontana.
“Oggi chi svolge questo lavoro, quasi sempre donne con qualifica di Operatore Socio-Sanitario, è pagato pochissimo e spesso costretto ad accettare contratti indegni – dichiara Cunegato -. In molti casi lo stipendio non arriva a mille euro al mese e mancano tutele minime. È una situazione inaccettabile che penalizza lavoratrici, studenti e famiglie”.
“Da tempo denunciamo condizioni contrattuali che definire precarie è riduttivo – evidenzia Cunegato –. In passato le operatrici non venivano pagate se lo studente era assente. Nel 2024 avevamo contestato il nuovo bando che riduceva il monte ore complessivo”. Ad oggi un miglioramento effettivo non c’è stato, infatti “parte delle ore non viene retribuita e finisce in una sorta di ‘cassa ore’ per coprire eventuali assenze degli studenti. In alcuni casi si arriva a lavorare 30 ore, ma a essere pagate solo per 22. È un ritorno all’Ottocento”.
Il consigliere sottolinea anche le ricadute dirette sulla qualità del servizio: “Con stipendi così bassi e condizioni inaccettabili, le operatrici più esperte si dimettono e diventa difficilissimo trovare personale disponibile. Il turn-over elevato compromette la continuità educativa. Questo è gravissimo per bambini e ragazzi con disabilità, per i quali la relazione stabile è fondamentale”.
“Parliamo di lavoratrici che guadagnano poco più di 9 euro l’ora, con salari che non garantiscono una vita libera e dignitosa come prevede la Costituzione – aggiunge Cunegato –. È una forma di sfruttamento che non può essere tollerata, soprattutto in un servizio essenziale per il diritto allo studio”.
“Chiediamo alla Regione di intervenire subito – conclude Cunegato – per rivedere questi contratti al ribasso, tutelare la dignità delle operatrici e garantire davvero il diritto all’istruzione degli studenti con disabilità. Senza un’azione concreta, a pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta le persone più fragili e le loro famiglie”.



