Nuovo decreto montagna: la Regione Veneto ottiene correttivi favorevoli. L’assessore regionale Zecchinato: “Salvaguardate le nostre specificità territoriali”
“La revisione dei parametri per il nuovo decreto montagna rappresenta un passaggio importante per il Veneto e per la tutela delle sue specificità territoriali”, è ciò che ha dichiarato l’assessore regionale agli Enti locali e al riordino territoriale, Marco Zecchinato, commentando l’esito della seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e della Conferenza Unificata sullo schema di DPCM per la classificazione dei Comuni montani.
Grazie al confronto con il Governo e all’apertura dimostrata dal ministro per le Autonomie Roberto Calderoli, la Regione Veneto è riuscita a ottenere una modifica significativa rispetto alla versione iniziale del decreto. Il nuovo testo accoglie infatti i correttivi tecnici proposti, portando il numero dei Comuni veneti classificati come montani da 119 a 133 su un totale di 157, con un incremento di 14 enti rispetto alla prima bozza.
“Abbiamo lavorato su parametri concreti – spiega Zecchinato – sostenendo l’introduzione di criteri alternativi: non solo la pendenza del territorio, ma anche l’altitudine media superiore ai 350 metri e l’inclusione dei Comuni confinanti con una media sopra i 300 metri. Questo ha consentito di recuperare realtà fondamentali nelle province di Verona, Vicenza e Treviso e nelle Unioni montane, che rischiavano l’esclusione per semplici calcoli statistici”.
L’assessore ha inoltre chiarito la strategia per i Comuni che restano fuori dall’elenco nazionale: “Per i centri che non rientrano in questa classificazione, la Regione potrà attivare la propria facoltà di deroga, ricomprendendo i comuni esclusi attraverso i criteri regionali per l’accesso ai fondi FOSMIT (Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane)“. Un passaggio che, secondo Zecchinato, rappresenta un passo avanti decisivo: “È fondamentale garantire risorse e servizi a chi vive e lavora in montagna, evitando che criteri puramente statistici penalizzino territori che sono montani per storia e geografia”.


