In Veneto servono viti resistenti sia alla siccità che alle precipitazioni intense: le parole del Presidente di UVIVE
“Nonostante il primo periodo di piogge e a seguire i picchi di caldo in estate, la vendemmia di quest’anno è andata meglio del previsto” ha affermato Pierclaudio De Martin, Presidente di UVIVE – Unione consorzi vini veneti Doc e Docg
De Martin ha sottolineato che, nonostante la resilienza dimostrata dalla vite, la viticoltura oggi è sempre più ostaggio del meteo, che continuerà a condizionare le vigne con una forza sempre maggiore.
“La sfida sarà quella di riuscire a trovare, attraverso la ricerca, dei cloni o portainnesti che siano adatti a varie condizioni climatiche.” ha proseguito De Martin, ricordando che sono già state piantate delle viti più resistenti alla siccità e allo stress idrico, ma servirebbero piante contemporaneamente resistenti “anche agli eventi meteo estremi, come precipitazioni intensissime in un breve lasso di tempo.”
Le 2 condizioni metereologiche a cui le viti devono saper resistere “sono due situazioni diametralmente opposte che tuttavia nel corso dell’anno si sono presentate una di seguito all’altra, mettendo in difficoltà la maturazione dei grappoli e in generale la salute delle viti. Il cambiamento climatico”– ha concluso il presidente UVIVE – “va affrontato il prima possibile con il supporto della ricerca: il futuro del mondo vitivinicolo veneto dipende anche da questo.”



