La Regione Veneto e l’Università di Padova lanciano una campagna per la prevenzione maschile durante i Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026
Mentre i riflettori internazionali si accendono sulle Dolomiti per i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, prende il via un’iniziativa parallela dedicata alla tutela della salute maschile. Si chiama “Non c’è T da perdere” (No T to Lose) ed è un progetto di prevenzione andrologica gratuita che accompagnerà l’intera durata dei Giochi, dal 6 febbraio al 15 marzo 2026.
L’iniziativa è promossa da Regione del Veneto, Azienda Ospedale-Università di Padova e Università degli Studi di Padova, con il coordinamento scientifico del professor Andrea Garolla, e punta a sensibilizzare gli uomini sull’importanza della diagnosi precoce in ambito andrologico.
Il titolo del progetto richiama tre concetti chiave: Testicolo, Testosterone e Tempo. Elementi spesso sottovalutati, ma decisivi per individuare precocemente patologie che possono compromettere fertilità, sessualità e benessere generale.
Il centro operativo dell’iniziativa sarà Cortina d’Ampezzo. Durante le gare, cittadini e turisti potranno accedere agli ambulatori allestiti presso il SISP, in via Cesare Battisti 80, per sottoporsi a visite gratuite e screening mirati per fasce d’età.
Per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni l’attenzione sarà rivolta allo sviluppo puberale e alla prevenzione dei tumori testicolari; per i giovani adulti tra i 19 e i 25 anni il focus riguarderà fertilità e malattie sessualmente trasmissibili; per gli over 50 la priorità sarà la prevenzione prostatica e metabolica.
Accanto all’attività clinica, il progetto darà vita all’“Agorà della Prevenzione”, uno spazio di confronto quotidiano dove, ogni pomeriggio prima delle premiazioni, medici, ricercatori e testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo parleranno dell’importanza di “giocare d’anticipo” contro le malattie. Tra i volti simbolo dell’iniziativa figura l’ex campione di sci Kristian Ghedina.
Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, sottolinea il legame tra attività sportiva e prevenzione: “Salute e sport vanno quasi sempre a braccetto in quanto la prima è almeno in parte conseguenza del secondo. Quale vetrina migliore può quindi esserci per il progetto se non la grande kermesse che ruota attorno agli aspetti più prettamente agonistici di un evento planetario come le Olimpiadi invernali? Auguro il miglior successo all’iniziativa, che ha tra l’altro il pregio di accendere i riflettori sulla prevenzione andrologica e su problemi molto impattanti sulla salute dell’uomo”.
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa: “La prevenzione gioca e giocherà, ancor più nell’immediato futuro, un ruolo fondamentale per migliorare la salute dei cittadini. Deve iniziare nelle età più precoci per favorire un invecchiamento di successo. Investire oggi significa rendere il sistema sanitario più sostenibile e pronto a rispondere alle sfide di cronicità e fragilità”.
Il coordinatore scientifico, Andrea Garolla, evidenzia il vuoto lasciato dall’abolizione della visita di leva: “Dopo il 2005 è venuta a mancare l’unica forma di screening di massa per i giovani maschi. Meno del 5% degli under 20 ha mai fatto una visita andrologica. Con ‘Non c’è T da perdere’ vogliamo invertire questa tendenza proprio nel contesto olimpico, dove il corpo e la salute sono protagonisti. La T sta per Testicolo e Testosterone, ma soprattutto per Tempo: perché in medicina, come nello sport, il tempismo è tutto e la diagnosi precoce è la vera medaglia d’oro”.
Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Foresta ETS e gode del patrocinio di CONI, CIP, Esercito Italiano e Croce Rossa Italiana. L’obiettivo è lasciare un’eredità duratura: diffondere la consapevolezza che la prevenzione andrologica riguarda tutte le età.



