La consigliera regionale, Monica Sambo, sostiene i cittadini di Castello e Sant’Elena per garantire più medici di base e il riconoscimento di Venezia come area disagiata
La grave carenza di medici di medicina generale a Venezia torna sotto i riflettori. Ieri, i cittadini dei quartieri di Castello e Sant’Elena hanno promosso una manifestazione per denunciare la difficoltà di accesso ai servizi sanitari di prossimità. All’evento ha partecipato Monica Sambo, consigliera regionale del Partito Democratico, che ha ribadito l’urgenza di interventi concreti.
“La situazione è ormai insostenibile – ha dichiarato Sambo –, a fronte di oltre 10.000 residenti, con quasi il 40% di popolazione over 65, sono presenti soltanto tre medici di base. Molti cittadini non hanno un medico assegnato oppure sono costretti a spostarsi in altre zone per raggiungerlo, con difficoltà particolarmente significative per anziani e persone con disabilità“.
La consigliera evidenzia come la conformazione unica di Venezia, con ponti e distanze non sempre brevi, renda gli spostamenti un ostacolo reale all’accesso alle cure. Le soluzioni temporanee, come le poche ore settimanali di continuità assistenziale, non bastano, soprattutto per chi soffre di patologie croniche.
Secondo Sambo, è fondamentale riconoscere Venezia come area disagiata nell’organizzazione della sanità territoriale, tenendo conto delle difficoltà di mobilità, della conformazione urbana e della presenza di una popolazione anziana numerosa. “I servizi sanitari di prossimità non sono solo una questione di salute pubblica – ha aggiunto – ma rappresentano un elemento essenziale per la vivibilità e la residenzialità della città. Senza servizi essenziali adeguati, Venezia rischia di perdere ulteriormente popolazione e vitalità“.
La consigliera regionale annuncia che presenterà un’interrogazione in Regione Veneto per chiedere interventi strutturali, volti a garantire una copertura stabile dei medici di base e il riconoscimento delle particolari condizioni del territorio veneziano. “La salute è un diritto fondamentale e non può essere garantita a intermittenza – conclude Sambo –. Continuerò a portare avanti questa battaglia nelle sedi istituzionali finché non arriveranno risposte e soluzioni reali per il territorio“.



