Il senatore e segretario regionale del Partito Democratico in corsa per Ca’ Farsetti: “Accetto con responsabilità e umiltà. Venezia è a un bivio, bisogna saper scegliere la strada da prendere“
Andrea Martella è ufficialmente candidato a sindaco di Venezia per le prossime elezioni comunali. L’annuncio è arrivato oggi nel corso di una conferenza stampa a Mestre, durante la quale il senatore e segretario regionale del Partito Democratico ha formalizzato la sua disponibilità alla corsa per Ca’ Farsetti, sottolineando che la decisione sia stata presa “con senso di responsabilità e umiltà” e che si tratti di “una responsabilità che non è solamente mia, personale, ma una scelta condivisa con la coalizione ampia e plurale che mi sostiene”.
Al centro del suo intervento, la consapevolezza che “Venezia è a un bivio e bisogna saper scegliere la strada da prendere. Da un lato c’è il rischio di continuare a perdere popolazione, ricchezza, funzioni, futuro; dall’altro la possibilità di riprendere il cammino e tornare a crescere come città viva”. Secondo Martella, “quello che accade qui ha a che fare con le grandi sfide del nostro tempo, con la sfida della sostenibilità ambientale, con la giustizia sociale, con il rapporto tra turismo e città, tra ambiente e lavoro, perché quello che accade a Venezia va al di là dei nostri confini”.
Il candidato ha spiegato che dagli incontri svolti negli ultimi mesi è emerso come “Venezia in questi anni ha perso troppo: residenti, funzioni, occasioni per i giovani”. Una situazione che rende necessario un cambio di rotta, dal momento che “si è indebolita la città storica, si è indebolita Mestre e Marghera e tutte le realtà considerate ‘periferiche’ ma che sono il cuore pulsante della nostra città”.
Sfida aperta su casa, lavoro, turismo e futuro della città
Nel suo intervento, Martella ha richiamato anche la crisi abitativa, che “rischia di essere fattore di espulsione”, e un mercato del lavoro “in cui troppo spesso il lavoro è instabile”. Una condizione che, ha sottolineato, “non è solamente una crisi economica, sociale, demografica. Ha a che fare con una crisi di visione”.
Da qui “la richiesta che mi è arrivata dalle forze progressiste, riformiste, ambientaliste e civiche veneziane di assumere un impegno diretto a candidarmi a sindaco di Venezia – spiega Martella –. Oggi accetto questa responsabilità con grande umiltà, con rispetto della complessità di questa sfida e con la convinzione che Venezia abbia la forza di tornare al centro della sua storia”.
Rivendicando il proprio percorso politico, Martella ha ricordato che “Venezia è la città a cui ho dedicato la parte più ampia della mia azione politica e pubblica”, evidenziando come “oggi si può dire che Venezia ha bisogno di una discontinuità vera”. I valori di riferimento, ha spiegato, saranno dignità, speranza, progetto, perché “Venezia ha bisogno di amministratori che si prendano davvero cura della città, con una direzione chiara e nuova”. Fondamentali anche il confronto e la partecipazione: “Venezia deve tornare in questa città il confronto, il dialogo, la partecipazione, insieme a più vicinanza ai quartieri e alle municipalità, cui bisognerà dare deleghe precise”.
Tra i punti centrali del programma indicati dal candidato figurano “una governance più forte, capace di tenere insieme isola e terraferma valorizzandone le specificità”, con la qualità della vita come “criterio di ogni scelta per un rinnovato welfare municipale”. Priorità anche al “diritto alla casa, per restare o tornare a Venezia”, alla “sicurezza come diritto, esperienza individuale, bene comune e non come slogan”, a “un’economia vitale e sostenibile, capace di garantire lavoro stabile” e al “rilancio di Mestre come realtà urbana viva e sicura, capace di attrarre giovani, creare opportunità e sviluppo”. Nel suo intervento ha citato anche “la tutela della città e della laguna come responsabilità pubblica, con precisi finanziamenti”, una “politica del turismo mitigata, attenta” e “un’industria intelligente, non impattante sulla città”.
“Io penso davvero che la città possa tornare a essere una delle grandi capitali europee – ha evidenziato il senatore -. Venezia può tornare a essere città che parla con l’Europa e con il mondo”. Martella ha infine annunciato che da subito inizierà una fase di ascolto e condivisione, andando in ogni luogo della città.
“Venezia non è e non sarà una città di cui parlare al passato. Venezia è una città, una comunità, un popolo che può e deve decidere del proprio futuro, con fiducia, speranza, con un progetto”, ha concluso Martella.



