Stefani all’inaugurazione del nuovo Ospedale di Comunità di Bassano del Grappa: “Se si guarda al futuro tenendo conto della realtà, ci sarà sempre più bisogno di strutture come questa e di un programma che ne tenga conto”
“Quello di oggi è un passo avanti verso una sanità più territoriale e gli Ospedali di Comunità e Case di Comunità devono andare in questa direzione”. Sono le prime parole del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, presente oggi all’inaugurazione del nuovo Ospedale di Comunità all’Ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa. “Nei prossimi giorni creeremo una task force per monitorare l’andamento delle realizzazioni e costruire insieme un programma condiviso per farle funzionare al meglio, integrando anche gli strumenti di telemedicina, che sono importantissimi per la sanità territoriale e domiciliare”.

Il nuovo Ospedale di Comunità di Bassano del Grappa
Il nuovo Ospedale di Comunità, dotato di 24 letti, è stato realizzato all’undicesimo piano del nosocomio bassanese, che è stato completamente rinnovato, a beneficio anche del reparto di Geriatria che troverà anch’esso spazio sullo stesso piano, in un’area distinta. Il progetto è stato reso possibile da un investimento di 1 milione 715 mila euro, dei quali 1,5 milioni finanziati utilizzando i fondi Pnrr previsti nella Misura 6 dedicata alla sanità e 215 mila euro della Regione.
La superficie complessiva oggetto dell’intervento è di 3.160 mq, all’interno della quale gli spazi sono stati riorganizzati tramite la demolizione di alcune murature interne e la realizzazione di nuovi divisori del tipo “leggero”. Parallelamente sono stati rifatti tutti i rivestimenti e rinnovati i servizi igienici all’interno delle stanze di degenza.
Stefani: “Strutturare una sanità integrata è l’unica via per guardare al futuro”
“Sfruttare la rete della sanità territoriale aiuta anche a porre rimedio al problema, che è nazionale, delle liste d’attesa – ha aggiunto il presidente Stefani –. Ospedali e Case di Comunità permettono inoltre di intercettare gli accessi impropri ai Pronto Soccorso. Si tratta, insomma, di strutturare una sanità integrata, che è l’unica via per guardare al futuro, con un sistema territoriale e capace di prendere in carico i pazienti. Tutto ciò sarà vitale per i nostri territori”.

Stefani ha quindi rivolto il pensiero ai lavoratori. “Ringrazio tutto il personale perché senza la sua abnegazione oggi non sarei qui. Su questo fronte serve un impegno di conciliazione vita-lavoro con accordi integrativi regionali per incentivare la professione, garantendo la qualità di vita” ha dichiarato Stefani, che riferendosi all’Ulss 7 Pedemontana, ha sottolineato come “questa Ulss ha voglia di crescere integrando i servizi sul territorio con i mezzi tecnologici, intrecciando di fatto quelle che sono le linee programmatiche della nostra Amministrazione. Se si guarda al futuro tenendo conto della realtà, ci sarà sempre più bisogno di strutture come questa di oggi e di un programma che ne tenga conto”.
Nell’Ulss Pedemontana, alle strutture già attive a Marostica e a Malo, si è aggiunto l’estate scorsa il nuovo ospedale di Comunità di Asiago. Oggi è stato inaugurato Bassano e prossimamente sarà attivato quello di Santorso. Complessivamente si passerà da una disponibilità di 27 posti letto a 71.
Lanzarin: “Ospedali di Comunità fondamentali come aiuto alle famiglie”
All’inaugurazione era presente anche la consigliera regionale Manuela Lanzarin (Lega – Liga Veneta), nonché presidente della Quinta Commissione Sanità, in Consiglio regionale del Veneto.
“Il progetto che oggi vediamo concretamente realizzato è il risultato di un investimento per oltre 1,7 milioni di euro, finanziato tramite i fondi Pnrr e fondi regionali – ha spiegato Lanzarin –. Prosegue, pertanto, la programmazione già avviata da tempo e confermato con il Dm 77, dell’Ulss 7 Pedemontana nel potenziamento della medicina di prossimità e in sempre maggiore integrazione tra ospedale e territorio, che deve essere attenta alle esigenze della popolazione anche per il trend di invecchiamento della popolazione stessa“.
“Gli ospedali di comunità risultano fondamentali anche come aiuto alle famiglie e per una stabilizzazione delle persone nel periodo che va dalla fase acuta a quella del rientro a casa – ha ribadito Lanzarin – . Un particolare ringraziamento a tutti gli operatori del Sistema Sanitario Nazionale: medici, infermieri, operatori sociosanitari per il grande impegno, professionalità e per quella continua umanizzazione che mettono nella cura dei pazienti”.



