Il co-portavoce di Europa Verde Veneto, Enrico Bruttomesso, teme che la holding autostradale serva a coprire il deficit della Pedemontana
Sul progetto di una holding autostradale regionale che coinvolgerebbe le concessioni A4 Brescia-Padova e A31, Europa Verde Veneto chiede massima trasparenza sugli obiettivi dell’operazione. Il timore, espresso dal movimento ecologista, è che l’iniziativa si trasformi in un sostegno indiretto alla Pedemontana Veneta o in un’apertura alla realizzazione di nuove infrastrutture stradali.
Europa Verde si dice favorevole al principio di una gestione pubblica delle autostrade, ma respinge l’ipotesi che questa scelta venga utilizzata per finanziare nuove opere, come il prolungamento a nord dell’A31 Valdastico verso il Trentino, progetto già bocciato dagli ecologisti veneti e trentini.
“Sulle infrastrutture viarie regionali – afferma Enrico Bruttomesso, co-portavoce di Europa Verde Veneto – condividiamo il principio della gestione in-house: la gestione privata di infrastrutture pubbliche produce utili per i soci, ma sottrae risorse al miglioramento dei servizi, a danno dei cittadini“.
Secondo Bruttomesso, però, la gestione pubblica non deve diventare uno strumento per finanziare nuove autostrade a pedaggio: “La Regione continua a puntare sul project financing: se le opere devono essere costruite dai privati, non si capisce perché servano nuovi fondi pubblici“.
Europa Verde teme che la holding serva soprattutto a coprire il deficit della Superstrada Pedemontana Veneta. “Questa manovra – prosegue Bruttomesso – servirebbe in primo luogo a coprire il conto in rosso della SPV, a partire dal disavanzo probabile di oltre 150 milioni di previsto dal 2025 al 2027. In questo scenario, gli utili della A4 eviterebbero di gravare direttamente sulle casse regionali, ma si configurerebbe un vero danno erariale. Se poi queste risorse fossero impiegate per nuove strade, ai cittadini dovrebbe essere detto chiaramente che A4 e A31 subiranno inevitabili aumenti dei pedaggi“.
La proposta alternativa di Europa Verde è quella di destinare eventuali utili al potenziamento del trasporto pubblico regionale, ferroviario e integrato, all’introduzione del biglietto unico regionale e al rilancio del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR).
“Dopo oltre vent’anni di politiche sbilanciate sull’auto – conclude Bruttomesso – oggi in Veneto l’80% degli spostamenti avviene su gomma. Continuare a investire in nuove strade è una scelta miope e dannosa: rafforzare il trasporto pubblico ridurrebbe traffico, inquinamento e costi per i cittadini“.



