Legambiente alla Regione Veneto: necessarie politiche sostenibili e azioni concrete per far fronte alla crisi climatica e mitigare i danni provocati dagli eventi estremi
Le recenti alluvioni e piogge che hanno colpito il Veneto hanno evidenziato la fragilità del nostro territorio. Il Veneto ha dimostrato difficoltà difronte agli eventi climatici estremi, sempre più frequenti e intensi. Ambiente e infrastrutture hanno subito ingenti danni, che richiedono impegno congiunto di istituzioni, imprese e cittadini per affrontare questa emergenza
Gli eventi estremi degli ultimi giorni hanno evidenziato la fragilità del territorio tra erosione del suolo e rotture arginali. Questo provoca la perdita di biodiversità, il danneggiamento degli ecosistemi, e il possibile inquinamento delle falde acquifere. Si aggiungono i danni alle infrastrutture che provocano disagi per la popolazione e rallentamento delle attività economiche. Queste condizioni espongono il Veneto ulteriormente al rischio idrogeologico, rischio che comporta aumento del pericolo di frane e smottamenti.
L’appello di Legambiente: necessarie misure concrete di prevenzione e adattamento
Secondo Legambiente è necessaria responsabilità per mitigare gli effetti di questi eventi estremi e costruire un territorio più resiliente. Non bisogna soffermarsi su questioni marginali come il ruolo di nutrie e fauna selvatica. Inutile anche discutere sulla necessità di assicurazioni per i danni da calamità obbligatorie o volontarie. Sempre secondo Legambiente, infatti, è necessario individuare le cause degli effetti della crisi climatica. Bisogna attuare misure urgenti di adattamento e di lungo periodo come: investimenti in infrastrutture verdi per sistemi di drenaggio sostenibili, la creazione di aree verdi urbane, il ritorno alla naturalità dei corsi d’acqua e la riforestazione delle zone collinari, l’adeguamento della rete fognaria per l’assorbimento delle acque piovane e la realizzazione di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili per fermare il consumo delle fonti fossili, responsabili della crisi climatica.
La necessità è quella di agire rapidamente con misure di prevenzione. Ciò è evidenziato dall’aumento del numero di eventi estremi registrati in Veneto dall’osservatorio città clima di Legambiente: nel 2015 se ne registrarono 4 su tutto il territorio regionale; 18 nel 2020 e nell’anno in corso sono già arrivati a quota 37. Nel 2024 si verifica un evento estremo con gravi conseguenze circa ogni 10 giorni.
L’invito congiunto a istituzioni, imprese e cittadini per fronteggiare la crisi climatica
Legambiente ritiene fondamentale un’inversione di rotta nella Pianificazione territoriale, dirigendosi verso modelli sostenibili: Regione Veneto invece ostacola le rinnovabili con la LR17/2022 e persevera su normative inadeguate come la LR14/2017, che ha provocato la deregolamentazione in materia di consumo di suolo. Legambiente evidenzia la necessità di un modello di sviluppo edilizio e infrastrutturale che tenga conto del rischio idrogeologico, in grado di valorizzare le risorse naturali e rispondere alle esigenze di mitigazione ed adattamento alla crisi climatica.
Legambiente lancia a istituzioni e imprese l’invito a stanziare più fondi per adeguare le infrastrutture delle città e per la messa in sicurezza del territorio, agendo in particolare nelle aree limitrofe ai corsi d’acqua su cui va ridotta la pressione antropica e delocalizzate attività produttive ed insediamenti impropri. Inoltre Legambiente chiede un impegno concreto nella promozione di politiche di prevenzione e di sviluppo delle rinnovabili, sottolineando la necessità di collaborazione tra i diversi attori coinvolti, ovvero cittadini e imprese. Serve una politica di pianificazione e di stanziamento di risorse pubbliche per la prevenzione delle emergenze.
Le parole di Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto
“Sentire il Governo ipotizzare l’obbligo di assicurarsi conto le calamità come unica soluzione – dichiara il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro – lavandosi le mani rispetto alle difficoltà di cittadini e imprese, o peggio ancora ascoltare Regione Veneto puntare il dito contro la fauna selvatica quale unica responsabile di alluvioni e smottamenti, non è serio e nemmeno di buon auspicio. Gli eventi estremi ci indicano che è urgente agire per mitigare ed adattarsi al cambiamento climatico: concentrarsi su caccia alle nutrie e assicurazioni obbligatorie a carico della popolazione è come guardare il dito di chi indica la luna.”
“Solo attraverso un impegno congiunto ed una assunzione di responsabilità collettiva che deve partire dalle Istituzioni – conclude Lazzaro – potremo rendere il Veneto un territorio più sicuro e resiliente di fronte ai cambiamenti climatici inesorabilmente in atto”.



