L’analisi del Partito democratico Veneto sulla relazione della Corte dei conti in merito alla sanità
“La Corte dei conti certifica nero su bianco ciò che denunciamo da tempo: lo scorso anno la spesa per acquistare prestazioni dal privato accreditato è cresciuta esponenzialmente, consolidando un percorso di privatizzazione strisciante della sanità veneta”. È la posizione delle consigliere regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto, Monica Sambo e Anna Maria Bigon, che commentano i dati riportati nella Relazione della Corte dei conti.
Secondo le esponenti dem, nel 2024 la Regione avrebbe destinato 52 milioni di euro al recupero delle liste d’attesa, fondi utilizzati per acquistare prestazioni dal privato accreditato e per le attività aggiuntive del personale. Nel 2023 lo stanziamento era stato di 29,2 milioni, un incremento definito “enorme” e interpretato come “il segnale di un pubblico che abdica al proprio ruolo”.
Le consigliere sottolineano come “una programmazione non adeguata, servizi territoriali in secondo piano rispetto a una logica ospedalocentrica e un focus politico più debole sul sistema pubblico” abbiano portato a un crescente ricorso all’esterno, con costi in aumento e un impatto diretto sulle disuguaglianze di accesso alle cure. “Non è stato un evento imprevedibile, è stata una scelta”, affermano.
La Corte dei conti richiama inoltre il rischio che la carenza di personale comprometta l’attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, cardini della riforma prevista dal DM 77/2021. “Si rischia di avere edifici nuovi senza servizi reali, perché mancano medici, infermieri e professionisti”, osservano le consigliere, ricordando che le oltre mille assunzioni autorizzate nel 2024 non sarebbero sufficienti.
Per questo, Luisetto, Sambo e Bigon chiedono che l’assessore regionale alla Sanità Gerosa riferisca al più presto in Commissione Sanità “su come intenda evitare che i 18 milioni già stanziati per quest’anno aumentino esponenzialmente”. Le esponenti Pd sollecitano inoltre “programmazione e chiarezza su liste d’attesa, acquisti dal privato accreditato, tenuta degli organici e reale operatività delle Case di Comunità”.
“La sanità veneta ha bisogno di un serio cambio di passo: far finta non sia così non è più un’opzione”, concludono.



