Torna al centro del dibattito politico-istituzionale la necessità di riformare le Province attraverso una revisione della legge 56/2014, la cosiddetta Legge Delrio
A rilanciare il tema è il presidente dell’Unione Province del Veneto Stefano Marcon, che chiede un intervento strutturale nell’ambito della riforma del Testo unico degli Enti Locali. L’obiettivo è superare l’attuale fase di incertezza normativa e restituire alle Province un ruolo chiaro e risorse adeguate.
Secondo Marcon, il superamento del “limbo” istituzionale consentirebbe agli Enti di svolgere pienamente la funzione di coordinamento intermedio tra Regione e Comuni. Un ruolo che diventa strategico in una fase complessa per i territori, chiamati a gestire sfide infrastrutturali, sociali e amministrative sempre più articolate. La richiesta si inserisce nel solco delle indicazioni espresse dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ribadite dal presidente UPI nazionale Pasquale Gandolfi.
“Non si può più attendere: la riforma delle Province è necessaria per rispondere alle esigenze dei Comuni e dei cittadini in modo più efficace”, afferma Marcon. Il presidente UPI Veneto sottolinea come il Pnrr (Piano di ripresa e resilienza) abbia dimostrato la capacità amministrativa e strategica delle Province. Solo in Veneto, grazie all’azione degli Enti provinciali e della Città metropolitana, sono stati intercettati e investiti oltre 200 milioni di euro.
Le risorse del Pnrr hanno permesso di avviare importanti interventi di riqualificazione degli edifici scolastici superiori. Le opere, realizzate dalle sei Province venete e dalla Città metropolitana, saranno completate entro il primo semestre del 2026. Un risultato che, secondo Marcon, conferma l’affidabilità delle Province come soggetti attuatori di politiche pubbliche complesse.
Accanto al tema delle funzioni e delle risorse, emerge con forza il tema della sicurezza. “Un tema diventato centrale ormai da tempo è quello della sicurezza pubblica”, prosegue Marcon. Il presidente UPI Veneto ipotizza un coinvolgimento attivo delle Province anche su questo fronte, attraverso un ruolo più incisivo della Polizia provinciale, oggi impegnata prevalentemente nella vigilanza ittico-venatoria.
Il tema potrebbe essere affrontato anche a livello regionale, attraverso un piano di valorizzazione della polizia locale in collaborazione con ANCI e UPI. Marcon richiama inoltre la possibilità di destinare, nei limiti consentiti dalla legislazione statale, una parte degli introiti delle sanzioni alla Regione, per cofinanziare i maggiori costi del personale senza gravare sugli spazi assunzionali degli Enti locali.
Il dialogo aperto tra Regione ed Enti locali viene indicato come un’opportunità per fare sistema. “Per Province e Città metropolitana – conclude Marcon – questa fase può rappresentare l’occasione per ridefinire competenze rimaste sospese dopo la Legge Delrio e per assumere un ruolo più chiaro anche su ambiti strategici come la sicurezza, facendo leva sulla profonda conoscenza dei territori maturata in anni di esperienza amministrativa”.



