Il 28enne era stato arrestato in stato di alterazione psicofisica e con un machete: il giudice nel convalidare il fermo, ne ha disposto la liberazione in attesa di giudizio. Pressi e Rigo: “Non dobbiamo aumentare i problemi che già abbiamo”
Era stato arrestato con un machete in mano della lunghezza di circa 40 cm, mentre si trovava nei pressi della stazione di Verona, in stato di alterazione psicofisica. Si trattava di un 28enne di origine egiziana, fermato dagli agenti della Questura di Verona lo scorso martedì e rilasciato dopo meno di 24 ore: questa la decisione del magistrato che, nel convalidare il fermo, ne ha disposto la liberazione in attesa di giudizio. Il caso, tuttavia, ha risvegliato gli animi nel Veronese, dove alcuni rappresentanti della Lega-Liga Veneta in Consiglio regionale del Veneto sono insorti contro la decisione dei giudici.
Pressi: “Necessario stringere le maglie della giustizia”

“Ora questa persona, che evidentemente ha dei profili di pericolosità, può circolare nelle nostre strade e potenzialmente compiere atti criminali – ha dichiarato il consigliere regionale della Lega e capogruppo della Lista Stefani a Palazzo Ferro-Fini, Matteo Pressi -. I giudici applicano le leggi. Se giuridicamente è ammissibile che un soggetto fermato per porto abusivo di armi possa evitare il carcere, significa che il Parlamento deve intervenire per stringere le maglie della giustizia, prevedendo la carcerazione o l’arresto domiciliare obbligatorio in presenza di fatti come questi. È il buon senso a suggerirlo. Per questo, intendo rivolgere un appello ai parlamentari del territorio e al ministro Nordio affinché sia affrontata questa problematica”.
Rigo: “Chi crea rischio pubblico deve rimane in carcere o essere rimpatriato”
Sulla vicenda è intervenuto anche Filippo Rigo, consigliere regionale (Lega-Liga Veneta). “È inconcepibile che un soggetto arrestato in flagranza con un machete in mano, venga rilasciato dopo meno di 24 ore – ha affermato il consigliere –. I giudici certamente svolgono il loro lavoro, ma i cittadini che lavorano e pagano le tasse e rispettano le leggi, che opinione possono avere in merito a questo tipo di scarcerazioni?“.

“La mia solidarietà va anche alla Forze dell’Ordine che vedono vanificare il proprio lavoro, rischiando in prima persona. Come possono sentirsi i servitori dello Stato di fronte a simili notizie? Siamo tutti d’accordo che chi commette reati deve pagare – ha continuato Rigo -. Ma ancor più grave è il rilasciare persone che possano girare liberamente con un machete in mano per le nostre città, con oggetti atti all’offesa. Chi crea rischio pubblico deve rimane in carcere o essere rimpatriato. Non dobbiamo aumentare i problemi che già abbiamo, bensì lavorare per la loro riduzione”.



