Domenica 18 gennaio Maserà di Padova celebra il radicchio: degustazioni e mercato per la Festa del Radicchio, evento simbolo del territorio
Maserà di Padova si conferma capitale del radicchio e si prepara ad accogliere la prima manifestazione del 2026 dedicata a un prodotto simbolo del territorio. Domenica 18 gennaio torna infatti “Radicchio in festa”, l’evento che celebra il radicchio Bianco Fior di Maserà, eccellenza locale coltivata su circa una ventina di ettari da un ristretto gruppo di agricoltori.
La giornata, promossa dal comune di Maserà di Padova in collaborazione con le organizzazioni agricole e le associazioni locali, prevede un ricco programma: mostra mercato dei prodotti tipici, sfilata dei trattori nel centro del paese, menù a tema radicchio e, nel pomeriggio, l’immancabile degustazione del risotto al radicchio.
“La Festa del Radicchio è l’occasione per fare il punto sull’andamento della produzione del radicchio nella nostra provincia – spiega Roberto Lorin, presidente di Coldiretti Padova – unica in tutto il Veneto che può contare sulle presenze di tutte le principali varietà di radicchio. Dal variegato al rosso tondo, fino allo spadone, nel territorio padovano vengono coltivati anche radicchi a marchio Igp“.
Maserà rappresenta un punto di riferimento per il comparto: ogni gennaio il paese si mobilita per portare in piazza il meglio della produzione locale. Domenica 18 gennaio i produttori di Coldiretti – Campagna Amica Padova saranno presenti con i radicchi appena raccolti e con altre eccellenze del territorio.
Il Fior di Maserà, simbolo della manifestazione, è una produzione di nicchia che conta 130-150 quintali all’anno, frutto di un’attenta lavorazione artigianale. La provincia di Padova si conferma comunque prima in Veneto per superficie coltivata a radicchio, con circa 1.270 ettari e una produzione che nel 2024 ha raggiunto 13 mila tonnellate. L’ultima stagione, ancora in corso, ha risentito delle condizioni climatiche, che hanno inciso sulle quantità ma non sulla qualità, rimasta elevata.
Sul fronte dei prezzi, però, il quadro resta complesso. “La qualità è ottima grazie al lavoro dei nostri agricoltori ma l’incremento dei prezzi da solo non è sufficiente a compensare la minore produzione e gli alti costi sostenuti dagli agricoltori“, afferma Lorin.
Attualmente, i prezzi all’ingrosso vedono il radicchio variegato poco sopra i 2 euro al chilo, il rosso tondo a 1,20 euro, il rosso tardivo a 3,50 euro e il rosso precoce intorno a 1,5 euro. Le varietà più pregiate, come il Fior di Maserà, raggiungono quotazioni più elevate per via delle lavorazioni più complesse.




