L’11 febbraio visita a La C.A.S.A. di Schio con il presidente della Regione Veneto Stefani per riportare l’attenzione sulla situazione nell’Altovicentino
“La legislatura sta entrando nel vivo, con interrogazioni, mozioni e disegni di legge già depositati. Ma non dobbiamo dimenticare che siamo anche rappresentanti dei territori”. Lo afferma il consigliere regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato, richiamando l’attenzione sulla situazione degli anziani non autosufficienti nell’Altovicentino.
“Sappiamo che oggi nell’Altovicentino vivono circa 13mila over 80, che diventeranno 20mila tra vent’anni. Già ora 450 anziani sono in attesa di un posto in casa di riposo a cui avrebbero diritto. Se non si interviene, rischiamo una vera bomba sociale, con conseguenze drammatiche per gli anziani e per le loro famiglie”, sottolinea Cunegato.
Il consigliere ricorda quindi il progetto presentato dal presidente de La C.A.S.A. di Schio, Beppe Sola: “La proposta di realizzare 40 nuovi posti in un centro Alzheimer non risolve il problema, ma rappresenta certamente un passo nella giusta direzione“.
Secondo Cunegato, tuttavia, il nodo resta quello delle risorse: “Per rendere sostenibile il progetto servono le impegnative dell’Ulss e della Regione. Chi entra in casa di riposo paga circa 1.800-1.900 euro al mese, ma solo se la Regione garantisce un’impegnativa di circa mille euro. Dopo un anno di confronto con l’Ulss, la Regione ha risposto negativamente. Ho sollecitato più volte questo intervento anche nei dibattiti con l’ex assessora alla Sanità Manuela Lanzarin, senza risultati”.
Infine, l’annuncio della visita istituzionale: “Il presidente Alberto Stefani, durante la sua campagna, ha parlato molto del tema anziani. Dopo avergli illustrato la situazione di Schio, ha accettato l’invito a visitare La C.A.S.A. la mattina dell’11 febbraio. Sarà un momento importante per la comunità”.
“La destra che governa il Veneto – conclude Cunegato – avrà l’occasione di dimostrare se intende affrontare seriamente il tema degli anziani non autosufficienti. Alla luce delle tendenze demografiche, questi servizi fondamentali devono essere progettati e realizzati al più presto”.



