Controlli dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Treviso: tre attività sospese e lavoratori in nero scoperti
Prosegue senza sosta l’attività di controllo dei carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro (NIL) di Treviso contro il lavoro nero e le violazioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nella parte finale dell’anno, con il supporto dell’arma territoriale, sono stati effettuati numerosi controlli su aziende attive nei settori dell’edilizia, dei pubblici esercizi e dell’agricoltura.
L’attività ispettiva ha portato alla sospensione di tre imprese e all’individuazione di tre lavoratori impiegati irregolarmente, oltre a far emergere gravi carenze sul fronte della sicurezza. Complessivamente sono stati contestati illeciti a otto aziende.
Nel dettaglio, in un cantiere edile di Vittorio Veneto i militari hanno riscontrato la totale assenza del piano operativo di sicurezza, documento obbligatorio per la tutela dei lavoratori, disponendo l’immediata sospensione dell’attività. Analogo provvedimento è stato adottato nei confronti di un barber shop etnico di Treviso, dove è stato trovato un lavoratore extracomunitario impiegato “in nero” e dove mancava il documento di valutazione dei rischi. A Maser, invece, l’attività di un bar è stata sospesa dopo l’accertamento dell’impiego irregolare di una lavoratrice.
I controlli hanno interessato anche il settore agricolo, dove sono state rilevate numerose violazioni, tra cui il mancato aggiornamento del documento di valutazione dei rischi, l’assenza di adeguata formazione sulla sicurezza e l’omessa sorveglianza sanitaria dei dipendenti.
I risultati confermano l’impegno costante del NIL di Treviso sul territorio provinciale. Nel corso del 2025 sono state ispezionate oltre 200 aziende e verificate le posizioni lavorative di più di 750 dipendenti: 67 di questi sono risultati completamente privi di copertura previdenziale e assicurativa. Le violazioni in materia di salute e sicurezza accertate sono state circa 200, in lieve diminuzione rispetto all’anno precedente, mentre i provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale hanno raggiunto quota 53. Complessivamente sono state contestate ammende e sanzioni amministrative per oltre 1,7 milioni di euro.


