L’aumento stagionale delle infezioni respiratorie sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario in tutte le Aziende sanitarie del Paese: anche nel territorio dell’Ulss 6 Euganea si registra un incremento significativo degli accessi ospedalieri e della domanda assistenziale, con effetti sui servizi sia ospedalieri che territoriali.
In questo contesto, l’Ulss 6 Euganea sta rispondendo in modo tempestivo e appropriato all’elevato numero di accessi nei poli ospedalieri di Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco e Schiavonia. L’aumento è prevalentemente legato all’impennata delle infezioni respiratorie acute, più marcata rispetto agli anni precedenti e caratterizzata da tempi di degenza più lunghi. Nonostante ciò, l’Azienda assicura il rispetto dei tempi di presa in carico per le patologie tempo-dipendenti, come infarti e ictus.
Il picco influenzale ha comportato carichi di lavoro importanti, anche per l’elevata concentrazione di persone malate, che ha reso necessario il ricorso a supporti ventilatori aggiuntivi. A questi si sono sommati ricoveri di natura sociale, legati alle basse temperature. L’organizzazione, tuttavia, è definita solida e collaudata, grazie a rimodulazioni tempestive della pianificazione operativa in base all’andamento del quadro epidemiologico, costantemente monitorato dal dipartimento di prevenzione e nel rispetto dei minuti assistenziali previsti dalla normativa.
A sottolinearlo è il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea Paolo Fortuna che ringrazia “il personale per la disponibilità dimostrata: un impegno che prosegue sin dai tempi della pandemia Covid”. Fortuna evidenzia come l’incremento dei carichi assistenziali sia legato a una situazione contingente e temporanea. Accanto all’organizzazione emergenziale, che prevede anche il coinvolgimento di personale in libera professione aziendale, continuano le assunzioni e la sostituzione del turn over, compatibilmente con le graduatorie disponibili e i limiti di spesa.
La Direzione strategica precisa che il sistema garantisce assistenza a tutti i pazienti secondo criteri di sicurezza, anche alla luce di recenti articoli di stampa, con l’obiettivo di rassicurare la popolazione. Per fronteggiare un aumento degli accessi che in alcuni Pronto soccorso ha raggiunto il +30%, l’Ulss 6 ha fatto ricorso all’acquisto di prestazioni, a misure straordinarie per decongestionare le aree più affollate con letti di appoggio in reparto, all’incremento dei trasporti secondari e al potenziamento dei servizi di pulizia.
Il personale sanitario ha garantito turni aggiuntivi, ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai medici di continuità assistenziale. Un ruolo fondamentale lo sta svolgendo anche la rete territoriale, con gli ospedali di comunità e le Unità riabilitative territoriali, che fungono da “cuscinetto” contribuendo a ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere e a garantire la continuità assistenziale.
I dati più recenti indicano una lieve flessione del picco antinfluenzale a livello nazionale, motivo per cui l’Azienda si dice cautamente ottimista su un ritorno graduale della domanda di salute ai livelli ordinari. Sul fronte della prevenzione, nella prima decade di gennaio 2026 la Aziende ospedaliere hanno spmministrato 195.677 dosi di vaccino antinfluenzale, superando i dati degli anni precedenti e raggiungendo una copertura del 50,2% nella popolazione over 65. In caso di vera emergenza, viene infine ricordato, l’Ulss 6 Euganea dispone del PEIMAF, il Piano di emergenza che finora non è stato necessario attivare.



