Carron: “Intesa che apre alle aziende l’accesso a un mercato di 270 milioni. Obiettivo da perseguire con determinazione per evitare i rischi di marginalizzazione“
Lo scenario 2026 dei mercati esteri risulta complesso, per questo gli accordi di libero scambio Ue-Mercosur, “con il puzzle dei dazi e le tensioni geopolitiche”, sarebbero “cruciali per diversificare l’accesso ai mercati e rafforzare l’autonomia strategica”. Lo dichiara la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron.
“È un obiettivo da perseguire con determinazione per evitare i rischi di marginalizzazione – spiega Carron – e sostenere la resilienza dell’industria italiana ed europea, a maggior ragione del nostro territorio, a forte proiezione internazionale. Il Mercosur è un’area fondamentale, non solo per la domanda di beni dei nostri produttori, ma anche per la fornitura di materie prime critiche per la transizione digitale, energetica ed ambientale e per l’autonomia strategica. Un’intesa che apre alle aziende l’accesso a un mercato di 270 milioni di consumatori con un risparmio di circa 4 miliardi di euro di dazi l’anno per l’Ue“.
“Confido che a gennaio si proceda con la firma, tenendo conto che, mentre l’Europa tergiversa, Stati Uniti e Cina non stanno certo a guardare”, ricorda la presidente di Confindustria.
Carron sottolinea poi che pur mantenendo un solido ancoraggio al mercato Ue a 27 (circa il 60% del totale) e agli Stati Uniti, negli ultimi cinque anni (2019-2024) le esportazioni del Veneto sono cresciute a doppia cifra verso mercati ad alto potenziale, come Turchia, Emirati Arabi Uniti, Messico, Australia, Arabia Saudita. “In particolare – afferma Carron -, l’export manifatturiero nei Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) è cresciuto in valore del +20,6% dal 2019, raggiungendo i 743 milioni di euro nel 2024 (macchinari e apparecchiature, prodotti chimici e farmaceutici, gomma-plastica, prodotti in metallo, tessile-abbigliamento, agroalimentare). Se consideriamo tutta l’area latino-americana, l’export del Veneto ha toccato gli 1,3 miliardi (+13,7%)“.
“Ma ci sono ancora grandi margini di crescita, opportunità e partnership industriali se lo sforzo delle imprese sarà adeguatamente sostenuto – ribadisce la presidente Carron -. La ratifica da parte degli Stati membri è cruciale per un concreto atto di fiducia, credibilità e diversificazione delle alleanze strategiche, in una fase delicata della congiuntura e geopolitica internazionali, per assicurare competitività alle nostre imprese e aumentare l’export Made in Italy nella regione latino-americana, pur con tutte le garanzie di salvaguardia per il settore agricolo, come ha giustamente assicurato il nostro governo”.
Confindustria Veneto Est sottolinea che dall’accordo Ue-Mercosur nascerebbe un mercato integrato di oltre 750 milioni di persone, le cui economie rappresentano complessivamente il 20% del Pil globale e il 25% degli scambi mondiali, superando le attuali barriere doganali in settori di punta del Made in Italy (dal 18 per cento nel chimico-farmaceutico, gomma-plastica e arredo, al 35% per alcuni macchinari, bevande, tessile-abbigliamento) su oltre il 90% delle merci comunitarie esportate verso la regione, oltre alle semplificazioni doganali e amministrative.
“L’Italia sarebbe il Paese a trarne il maggior beneficio – conclude Carron -: le esportazioni di beni e servizi aumenterebbero di circa 3,5 miliardi di dollari, soprattutto nei macchinari e apparecchiature, agroalimentare, prodotti chimici e farmaceutici, tessile e abbigliamento”.


