De Carlo firmatario: “L’obiettivo è quello di preservare una delle grandi ricchezze che abbiamo, il suolo”
E’ stato approvato l’emendamento al Dl Transizione 5.0 che vede come firmatario il senatore di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo: al centro della proposta del senatore veneto, presidente della IX Commissione Senato – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, l’individuazione delle aree idonee all’installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili.
“L’obiettivo è quello di preservare una delle grandi ricchezze che abbiamo, il suolo – spiega il senatore -. Per tutelare i terreni agricoli sono stati posti dei valori, minimi e massimi, per qualificare le aree agricole come idonee all’installazione degli impianti; andiamo ulteriormente a difenderli inserendo nel calcolo delle superfici complessive anche quelle già occupate da impianti agrivoltaici e, infine, diamo la possibilità alle regioni di includere anche quelle aree a destinazione agricola “sfavorevoli”, come quelle entro i 500 metri da zone industriali, commerciali e artigianali, tradizionalmente già considerate idonee”.
Il dl dedicato alle aree agricole idonee all’installazione delle rinnovabili
Il decreto legge emendato prevede così che le aree agricole qualificabili come aree idonee a livello regionale siano non inferiori allo 0,8% e non superiori al 3% delle superfici agricole utilizzate (SAU). Inoltre, regioni e province autonome potranno prevedere un differente limite massimo per ciascun comune.
“Il tema energetico è di grande attualità, ma ho sempre sottolineato come il suolo sia una vera, grande ricchezza – aggiunge De Carlo -: in un mondo che continua a crescere, dobbiamo produrre di più e meglio, e in questo momento storico, con queste condizioni geo-politiche globali, non possiamo sottrarre terreno alla produzione. Investiamo quindi sì sull’energia green, ma tutelando uno dei pilastri dell’agricoltura – il terreno – fondamentale, oltre che per sfamare il mondo, per dare reddito e occupazione a oltre un milione di lavoratori italiani”.



