Diffusa una lettera scritta a mano dopo l’arresto in Germania dello scorso 19 novembre mentre Filippo Turetta si trovava nel carcere di Halle. Il testo integrale, agli atti del processo iniziato ieri, è stato anticipato dal Corriere della Sera.
“Capirei e accetterei se d’ora in poi voi vogliate dimenticarmi e rinnegarmi come figlio, vi ho già causato troppo dolore e sarebbe probabilmente la scelta migliore per il proseguio della vostra vita. Io stesso non so se ho ancora il coraggio di farmi vedere da voi o guardarvi in faccia. Penso che probabilmente sarebbe meglio un figlio morto che un figlio come me. Ve lo giuro, se solo avessi qui con me un pulsante di suicidio istantaneo non avrei esitato oltre un nanosecondo a premerlo”. Sono le parole contenute nella lettera rivolta ai genitori da Filippo Turetta, in carcere per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin.
“Ho un po’ di paura a tornare in Italia anche per questo – scrive ancora Turetta -. Non sapevo e non avrei mai immaginato tutto questo sarebbe diventato così famoso in Italia e questo mi fa tanta paura. Ho generato tanto odio e rabbia. E me li merito, sì… ma tutto questo è terribile…ho peggiorato il mondo in qualche modo. Mi merito tutto questo dopo quello che ho fatto. Non sono neanche riuscito a uccidermi…vivrò la mia intera vita in carcere adesso”.
“Ho perso la persona più importante della mia vita – si leggere nella lettera -, la persona che è tutto per me e cui da due anni penso ininterrottamente ogni giorno, la persona più bella e speciale io potessi mai incontrare in tutta la mia vita e tutto questo per colpa mia. Mi merito tutto questo”,



