Nei prossimi giorni la deposizione del consigliere regionale Alessio Morosin di una risoluzione in Consiglio regionale sul caso Venezuela–Stati Uniti
“Quando le democrazie degenerano in vere e proprie democrature, diventa difficile distinguere tra azioni legittime e azioni criminali. È un rischio concreto che non possiamo ignorare”. Ad affermarlo è Alessio Morosin, consigliere regionale (Liga Veneta Repubblica con Morosin), che interviene nel dibattito internazionale aperto dalle ultime vicende geopolitiche che riguardano il Venezuela e gli Stati Uniti.
“Chi ha responsabilità istituzionali, nell’Unione Europea, e non solo, ha il dovere di agire per ridare centralità al diritto internazionale. Senza regole condivise e rispettate, la forza rischia di prevalere sul diritto, minando la democrazia, la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini – sottolinea Morosin –. Si ravvisa la necessità di aprire una riflessione profonda sul ruolo degli organismi sovranazionali: urge un impegno concreto per riformare e ricostruire l’ONU su basi nuove, realmente paritarie tra tutti i popoli e le nazioni del mondo. Solo così, il diritto internazionale potrà tornare ad essere uno strumento di equilibrio, pace e giustizia, e non un elemento piegato agli interessi dei più forti”.
“Il Veneto, deve continuare a essere una terra che difende la pace, il dialogo tra i popoli e il rispetto delle regole internazionali, perché senza diritto non c’è libertà, né democrazia autentica – continua il consigliere –. Esprimiamo solidarietà e vicinanza al popolo venezuelano, affinché sia l’unico protagonista, in sintonia con le istituzioni internazionali, del suo futuro democratico”.
La risoluzione proposta da Morosin
Morosin annuncia quindi la volontà di depositare nei prossimi giorni “una risoluzione in Consiglio regionale sul caso Venezuela–Stati Uniti”. “Rivolgo al Presidente Luca Zaia l’appello a convocare una seduta dedicata del Consiglio regionale per un confronto istituzionale, e per arrivare all’approvazione di un documento condiviso, equilibrato e coerente con i principi del diritto internazionale – dichiara il consigliere regionale –. Dobbiamo essere prudenti nel parlare di ‘operazioni chirurgiche’. L’uso della forza contro uno Stato sovrano rappresenta una grave violazione del diritto internazionale, che ammette deroghe solo in presenza di una legittima difesa a seguito di un attacco armato già in atto. Al di fuori di questo perimetro, non esistono scorciatoie giuridiche né giustificazioni politiche. Nemmeno il richiamo alla lotta al narcotraffico o ad altre forme di criminalità transnazionale può costituire una base legittima per un intervento militare: esistono strumenti giuridici e convenzioni internazionali specifiche, fondate sulla cooperazione tra Stati, sull’azione delle autorità giudiziarie e sul rispetto dello Stato di diritto. L’ingerenza armata non è contemplata e non può essere legittimata da decisioni unilaterali”.
“Qualora vi siano responsabilità penali contestabili al presidente Maduro, la sede competente resta quella internazionale. È alla Corte Penale Internazionale che spetta il compito di accertare eventuali crimini, garantendo un giusto processo. In nessun caso l’azione unilaterale di uno Stato può trasformarsi in una forma di giustizia extra-legale, che rischia di configurarsi come abuso di potere – sostiene Morosin –. Quando una violazione così evidente proviene da una grande potenza, e per di più membro permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, si rischia di indebolire una norma centrale dell’ordinamento internazionale, mettendo in discussione il divieto dell’uso della forza e l’equilibrio tra gli Stati. Con la risoluzione che depositerò, intendo offrire una base di confronto seria e istituzionale. Pertanto, rivolgo al Presidente Zaia l’invito, a convocare una seduta dedicata del Consiglio regionale, restituendo centralità all’Assemblea legislativa, per evitare prese di posizione individuali e favorendo l’approvazione di un documento chiaro, condiviso e responsabile”.
“Solo attraverso il confronto e il rispetto del diritto internazionale – conclude Alessio Morosin – il Consiglio regionale del Veneto, può esprimere una posizione autorevole su una vicenda complessa che riguarda la pace, la legalità internazionale, il diritto di autodeterminazione interna e internazionale di ogni popolo e il ruolo delle istituzioni”.



