Al via i pagamenti delle pensioni di gennaio 2026: accrediti da domani alle Poste e dal 5 in banca. Scatta la rivalutazione INPS dell’1,4%
Scattano nei prossimi giorni i pagamenti delle pensioni di gennaio 2026. Gli assegni verranno accreditati a partire da domani, 3 gennaio, per i pensionati che riscuotono tramite Poste Italiane, mentre per chi riceve il pagamento in banca l’accredito è previsto da lunedì 5 gennaio. Come ricorda l’INPS, i trattamenti pensionistici vengono corrisposti ordinariamente il primo giorno bancabile del mese o, se festivo, nel primo giorno utile successivo.
Oltre ai pagamenti, gennaio porta con sé anche gli aggiornamenti sugli importi. Con il decreto interministeriale del 19 novembre 2025, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato i parametri per la perequazione automatica delle pensioni per il biennio 2025-2026, cioè l’adeguamento degli assegni al costo della vita. In applicazione del decreto, l’INPS ha completato le operazioni di rinnovo delle pensioni, delle prestazioni assistenziali e di quelle di accompagnamento alla pensione per il 2026.
Per quanto riguarda il 2025, la percentuale di rivalutazione è stata fissata allo 0,8% con decorrenza dal 1° gennaio dello scorso anno. Poiché tale valore era già stato applicato in via provvisoria, non sono previsti conguagli. Resta invariato anche il trattamento minimo, confermato a 603,40 euro mensili.
Dal 1° gennaio 2026 entra invece in vigore un incremento provvisorio dell’1,4%, destinato a compensare l’inflazione registrata nel corso del 2025, in attesa del conguaglio definitivo che verrà effettuato l’anno successivo. La circolare INPS del 19 dicembre 2025, n. 153, definisce i valori provvisori del trattamento minimo per il 2026, che rappresentano anche il riferimento per il riconoscimento delle prestazioni collegate al reddito.
La rivalutazione dell’1,4% viene applicata integralmente alle pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo, mentre per gli importi superiori l’aumento è ridotto secondo le fasce previste dalla normativa. Le pensioni minime salgono così a 611,85 euro mensili, pari a circa 7.954 euro annui.



