I dati di Cna Padova Rovigo: l’agroalimentare artigiano guarda con fiducia al Capodanno 2025. Ordini in aumento, qualità, tradizione e innovazione al centro
Gli artigiani dell’agroalimentare di eccellenza del territorio guardano con fiducia al Capodanno 2025. Dopo un Natale che ha registrato vendite in crescita fino al 20% rispetto all’anno precedente, le aspettative per il cenone di fine anno sono positive, con ordini attesi in ulteriore aumento.
Dai tortelli con capesante e mazzancolle o al tartufo nero pregiato, alle fettuccine al cacao amaro con funghi o ragù d’oca, fino ai secondi di carne e pesce come la guancia di vitello in salsa di amaro e crema di castagne o il polpo grigliato con patate all’arancia. Non mancano ovviamente i grandi classici delle feste, come le lenticchie di Casteluccio e i cotechini artigianali, accompagnati da vini e dolci della tradizione.
Il presidente di Cna Padova e Rovigo, Luca Montagnin, afferma che “i nostri concittadini dedicheranno tempo ed energia a cene conviviali con amici e parenti. Tra tradizione e innovazione, resta fondamentale la ricerca di prodotti genuini, realizzati con materie prime locali e preparazioni artigianali“.
Scelta confermata anche dagli stessi operatori del settore, che raccontano di un Natale particolarmente positivo. “Abbiamo scelto di non aumentare i prezzi rispetti all’anno scorso pure a fronte di aumenti pensati, durante l’anno per quanto riguarda la carne, uova e così via“, afferma Claudio Condomitti, titolare del Pastificio Orso a Padova. “Il Natale 2025 è andato bene: abbiamo registrato un aumento del fatturato intorno al 20% complice anche il fatto che sempre più padovani preferiscono stare a casa piuttosto che prenotare in trattorie e ristoranti“.
Una domanda sostenta che, però non sempre può essere soddisfatta. “Abbiamo dovuto rinunciare a circa il 20-25% degli ordini – continua Condomitti – perchè tutto viene realizzato a mano, dalla pasta ai ripieni“. Per il Capodanno 2025 il laboratorio propone, tra le altre cose, tortelli con capesante e mazzancolle, oltre ai classici tortellini in brodo, cannelloni ripieni e rotoli di pasta fresca.
Una situazione condivisa anche da altre realtà storiche del territorio. “I clienti cercano qualità ma anche novità“, spiega Stefano Borsari del Pastificio La Ghirlandina di Abano Terme. “Per Capodanno proponiamo tortelloni di zucca con pasta al caffè, fettuccine al cacao, ravioli di burrata e piatti che uniscono tradizione e sperimentazione. Tuttavia, dopo quarant’anni di attività, abbiamo scelto di ridurre il numero di ordini, soprattutto da parte di hotel e ristoranti, per mantenere la qualità“.
Accanto a chi riduce i volumi, c’è anche chi affronta la sfida delle festività ampliando l’offerta. “Capodanno è un banco di prova impegnativo – afferma Antonella Rinaldo della Gastronomia San Rocco di Este – dopo alcuni anni di menù solo su ordinazione, quest’anno abbiamo riaperto anche alle scelte personalizzate. Proponiamo tre menù, di carne, di pesce e vegetariano, puntando su prodotti si stagione abbinamenti originali“.
Un impegno che richiede sacrificio, ma che viene ripagato dalla fiducia dei consumatori. “La soddisfazione più grande è lavorare bene e dare una risposta concreta a chi sceglie l’artigianato – conclude Rinaldo – Anche nei giorni più intensi, il rapporto con i clienti resta il cuore del nostro lavoro“.



