Il gruppo consiliare del Partito Democratico: “Per la sanità veneta servono politiche strutturali, ben oltre i gesti simbolici, vedremo il prossimo bilancio”
“Se può dirsi apprezzabile la decisione annunciata dal presidente Stefani di destinare parte delle risorse non spese nella passata legislatura dai gruppi consiliari che lo sostengono alla sanità pubblica, non è certamente questa la risposta che i veneti attendono quando si parla di sanità, il vero banco di prova sarà il prossimo bilancio“. Ad affermarlo sono i consgilieri regionali del gruppo del Partito Democratico,
“Non è un tempo in cui la sanità veneta ha bisogno di segnali – proseguono i consiglieri –, purtroppo siamo oltre, all’emergenza frutto di tagli cumulati negli anni e di scelte che hanno allontanato da risposte vicine ai cittadini. Servono politiche pubbliche strutturali, capaci di affrontare la crisi che oggi mette in difficoltà cittadini, operatori e territori. Con 550mila euro è evidente che non si risolve la carenza di medici di base, non si riducono le liste d’attesa, non si garantisce la piena copertura dei servizi nei distretti e negli ospedali”.
“Al netto del bel gesto – sottolineano i dem -, abbiamo bisogno di investimenti veri, di sistema, che riportino al centro la sanità pubblica, la prossimità e l’equità delle cure. È bene ricordare inoltre che le risorse non utilizzate dai gruppi consiliari non sono denaro dei partiti, ma soldi di tutti i cittadini veneti”.
Il gruppo poi aggiunge: “Il Veneto ha bisogno di una strategia a lungo termine: di una sanità che torni ad essere accessibile, universale e di qualità, capace di rispondere ai bisogni che cambiano e di sostenere chi vive situazioni di fragilità. Su queste basi, il Gruppo consiliare del Partito Democratico è pronto al confronto, con spirito costruttivo ma anche chiarezza rispetto alle responsabilità che ci hanno condotti a questa situazione”.
E conclude: “Per capire se ci sia la volontà di ricostruire una sanità veneta pubblica, forte e vicina alle persone il vero test sarà la prossima manovra di bilancio dove ci aspettiamo non tagli, ma maggiori risorse e una prima riorganizzazione che metta al centro la presa in carico dei pazienti nel tempo e non racconti più una eccellenza fatta di vuoti numeri come è stato fino ad ora”.


