Il presidente Alberto Stefani ha presentato il programma per la XII Legislatura: consiglieri intervenuti in aula tra sostegno, critiche e proposte per il futuro del Veneto
Il presidente della Giunta regionale del Veneto Alberto Stefani ha illustrato oggi, a Palazzo Ferro Fini, il programma di governo per i prossimi cinque anni, segnando l’inizio della XII Legislatura. Durante la seduta inaugurale, Stefani ha distribuito le deleghe della Giunta e delineato le priorità del suo mandato, con attenzione ai giovani, al sociale, alla sanità, all’agricoltura, alla mobilità sostenibile e al turismo. In aula consiliare si sono succeduti interventi di numerosi consiglieri regionali che hanno espresso posizioni critiche, propositive e di sostegno.
“Avvertiamo forte la responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, che ci invita a guardare avanti, non solo al domani, ma ai prossimi decenni”, ha esordito Stefani. Tra le priorità indicate, il presidente ha citato il sostegno ai giovani nella ricerca di un’abitazione, l’invecchiamento attivo, l’urbanistica sostenibile, la salute mentale dei giovani e la formazione professionale, sottolineando: “È fondamentale favorire sportelli di ascolto nelle scuole e formare professionisti preparati”.
Stefani ha inoltre evidenziato l’importanza di collegare mondo dell’impresa e sanità pubblica: “Le imprese e il territorio devono sostenere la sanità pubblica, guardando al futuro con coraggio, ponendo al centro la persona, anche garantendo l’assistenza domiciliare. E va potenziato il welfare sociale“.
Tra le altre linee strategiche, la valorizzazione di agricoltura, pesca, rigenerazione urbana, turismo, sport e cultura, e un particolare impegno per la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Sul tema dei Caregiver familiari, Stefani ha proposto: “Desidererei che il progetto normativo, presentato nella passata legislatura dall’opposizione sui Caregiver, venisse approvato dal Consiglio, trasversalmente, entro sei mesi, partendo dal testo base e cercando eventualmente di migliorarlo; non mi interessa mettere il mio nome sulle proposte normative”.
Zaia: “Clima positivo e voglia di fare in Consiglio regionale”
“In Consiglio regionale un clima positivo e propositivo, siamo partiti con il piede giusto e quindi i risultati non mancheranno”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia.
Riguardo alla presentazione delle linee programmatiche di Stefani, Zaia ha affermato: “Direi che è un bel programma. Si entra nella fase operativa e questa è la dimostrazione che si fa con velocità tutto quello che si deve fare, senza sprecare tempo utile per dare risposte ai veneti“.
Sul proprio ruolo di presidente del Consiglio, Zaia ha aggiunto: “Penso che sia fondamentale avere una figura di garanzia nel presidente del Consiglio. È una bella squadra di consiglieri di maggioranza e minoranza. C’è tanta voglia di fare e il prodotto ne uscirà”:
Manildo: “Serve politica di visione per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato”
Il consigliere Giovanni Manildo ha commentato: “L’opposizione sarà assolutamente propositiva, entrerà nel merito dei singoli provvedimenti, per difendere l’idea del Veneto che abbiamo. Bene dare priorità al progetto di legge sulla figura dei Caregiver”.
Manildo ha aggiunto: “È necessario, assieme alle associazioni di categoria, migliorare il lavoro e la coesione sociale, attenzionare il Terzo settore, garantire il diritto universale alla salute. Difenderemo convintamente la sanità pubblica: su questo tema, avrei desiderato un appoggio più convinto da parte del presidente Stefani. Vogliamo valorizzare la medicina territoriale, con una visione non solo ospedali centrica. Serve una politica di visione per lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato: su questo aspetto, saremo assolutamente propositivi, mantenendo però la radicalità intorno ai valori che ci stanno a cuore e che ci caratterizzano”.
Valdegamberi: “Il primo risparmio è sburocratizzare”
Stefano Valdegamberi ha sottolineato: “Il presidente Stefani ha iniziato il proprio intervento attenzionando il tema del Sociale: occorrono servizi innovativi e vanno sviluppati modelli nuovi, più leggeri, con meno burocrazia, soprattutto sul fronte degli accreditamenti. Anche perché il primo risparmio è sburocratizzare, perdendo meno tempo, perché il tempo è denaro”.
Ha inoltre aggiunto: “E dobbiamo sburocratizzare anche in agricoltura, per dare risposta a chi lavora nei campi e che è soffocato da una selva di norme. Servono Tavoli di lavoro con le diverse associazioni. E dobbiamo far sì che le aziende restino nel mercato garantendo il giusto prezzo dei prodotti: non si può produrre sottocosto, deve essere contrastata la concorrenza sleale”.
La consigliere Elena Ostanel si è concentrata sui giovani: “Cosa faremo per loro? Quali politiche per dare loro un futuro? Negli ultimi anni, abbiamo perso tantissimi giovani: abbiamo un problema grave”. Ha rilanciato il “Testo unico di legge, con una dotazione economica e finanziaria, per i giovani, che attenzioni in primis il tema della casa. Servono politiche concrete per le giovani generazioni”. Ostanel ha inoltre chiesto “più impegno per rilanciare le ATER, facendo qualcosa di concreto per sostenere la residenzialità pubblica”.
Carlo Cunegato ha parlato della sanità, evidenziando: “Va potenziata l’assistenza domiciliare, la medicina del territorio: su questi fronti, a causa di errori della politica, la sanità è insufficiente. È insufficiente anche il numero dei Centri di salute mentale. Manca una progettualità sulla sanità pubblica, una vera volontà di investire: altrimenti, le belle parole non sono suffragate da fatti concreti. Bisogna fare una scelta e optare per difendere la sanità pubblica”.
Baldan: “Necessario ammodernare e rinnovare il Veneto”
Il consigliere Flavio Baldan ha chiesto di “rendere innovativo il Veneto, di ammodernarlo, nella discontinuità più marcata possibile rispetto alle passate gestioni amministrative“. Ha aggiunto: “Dobbiamo investire sulla disabilità, ma avrei preferito una scelta politica sul nome dell’assessore alla Sanità, che attenzionasse di più i pensieri dei cittadini emersi durante la campagna elettorale” .Flavio Baldan ha anche invocato una sanità pubblica, investimenti sulle infrastrutture viarie, più impegno per contrastare la fuga dei cervelli, rendendo più sostenibile il lavoro anche in termini di welfare.
Alessio Morosin ha sottolineato l’importanza della concretezza e della trasversalità: “Uno slogan che dobbiamo fare nostro. A me piace la concretezza e la trasversalità. Nella scorsa legislatura, abbiamo perso l’occasione di esercitare il più alto livello di autonomia che avremmo potuto esprimere: quello del fine vita, intervenendo su un tema rispetto al quale il Parlamento nazionale è stato latitante. Su questo fronte, dobbiamo essere compatti trasversalmente. Dobbiamo essere portatori di una laicità superiore”. Chiara Luisetto ha chiesto di approvare il progetto di legge per sostenere la figura del Caregiver familiare: “Saremo pronti al dialogo e al confronto, ma serve integrazione dei servizi sociosanitari e collaborazione con i diversi ambiti territoriali sociali, garantendo supporto alle amministrazioni locali”.
La consigliera Sambo ha posto l’accento sul tema dei giovani e della casa: “Sul più grande fallimento del Governo Zaia degli ultimi quindici anni: non aver dato alcuna prospettiva ai giovani, che così decidono di lasciare la nostra regione. Serve un piano straordinario per il diritto alla casa”. Ha aggiunto: “Sono le donne a pagare il prezzo più elevato per la mancanza di servizi alle famiglie. E alle donne va garantita indipendenza economica. Senza dimenticare problema – Venezia, lasciata ai margini“. Paolo Galeano ha parlato di corruzione e mafie: “Va condotta una battaglia comune su questi temi. […] Va garantita risposta ai territori, per dare risposta ai veneti”.
Szumski: “Bisogna ascoltare e coinvolgere i cittadini”
Riccardo Szumski ha evidenziato la necessità di tutelare libertà individuali, identità e cultura: “Va sostenuta la medicina di prossimità rimettendo al centro il medico di famiglia, ma va riscritto come si esercita la professione medica. Ascoltare e coinvolgere i cittadini”.
Gianpaolo Trevisi ha posto l’accento sulla sicurezza: “È necessario il numero unico europeo 112. Dobbiamo istituire una Scuola di Polizia locale per garantire un’adeguata formazione degli agenti, per la loro protezione e per offrire ai cittadini il miglior servizio possibile”. Eric Pasqualon ha dichiarato: “Il nostro sarà un contributo qualitativo, concreto, per intercettare i bisogni e le richieste dei territori. Sapremo trasformare le difficoltà in opportunità, trovando soluzioni ad ogni problema. Saremo alleati di maggioranza fedeli, ma non rinunceremo a dire la nostra, per mettere la persona al centro”.
Nicolò Maria Rocco ha parlato di trasporti e sanità: “Dobbiamo ridare un ruolo centrale ai trasporti, investendo nelle metropolitane di superficie. La priorità della salute, la necessità di rimettere al centro i medici, intervenendo sull’organizzazione sanitaria per fermare l’emorragia di professionisti sanitari. Propongo di dedicare la Cittadella della salute di Treviso a Francesco Busnello, il primo donatore di cuore”. Alessandro Del Bianco ha trattato lo sviluppo della montagna: “Chiediamo pari dignità e pari accesso ai servizi rispetto ai cittadini di pianura. Olimpiadi invernali Milano-Cortina, con la necessità di gestire la situazione post olimpica”.
Dalla Pozza: “In agenda mobilità e ambiente”
Antonio Dalla Pozza ha evidenziato mobilità e ambiente: “Dobbiamo verificare se sussiste la possibilità di rivedere il terzo atto convenzionale della Pedemontana veneta, così impattante per il bilancio regionale, per liberare risorse a favore del trasporto pubblico locale. Fondamentale ragionare su biglietto unico, consumo di suolo, strettamente legato alla fragilità idrogeologica”. Rossella Cendron ha spiegato: “Europa, Fondi europei, con una Regia forte tra Regione ed Enti locali, sussidiarietà, attenzione ai giovani e alle loro esigenze, le fragilità del tessuto sociale, soprattutto nei territori più isolati, la mobilità sostenibile, saranno le priorità del mio mandato, per un Veneto capace di prendersi veramente cura di tutti, senza lasciare nessuno indietro“. Jacopo Maltauro ha dichiarato: “Necessità di inserire elementi innovativi rispetto alle passate gestioni amministrative, divisione tra sanità e sociale, consiglieri delegati, supporto psicologico, intercettare le esigenze dei giovani. Il mio appoggio sarà convinto”.
Filippo Rigo ha sottolineato: “Ho apprezzato particolarmente l’attenzione alle persone fragili e alle imprese, in particolare a quelle agricole, con la necessità di sburocratizzare. Ho reputato coraggiosa la decisione di dividere la sanità dal sociale. Portare al centro le esigenze dei giovani è prioritario per costruire il futuro del nostro tessuto sociale. Affronteremo seriamente il tema dell’ambiente, ma non in modo ideologico, nel pieno rispetto del territorio. Il turismo va gestito per continuare a essere una risorsa anche nei prossimi decenni”. Alberto Bozza ha auspicato collegialità e confronto in Consiglio: “Dobbiamo cercare di dare risposte concrete ai cittadini veneti. Dare più territorialità alla sanità, valorizzando la sanità pubblica, in equilibrio con la sanità privata convenzionata. Serve anche investire nello sport, in particolare quello giovanile“.
Matteo Pressi ha sottolineato il ruolo dei corpi intermedi: “Dobbiamo ribadire il primato della politica, con una forte legittimazione. Ci riconosciamo pienamente nelle parole del presidente Stefani”. Claudio Borgia ha dichiarato: “Alberto Stefani ha capacità politiche e umane fuori dal comune. Ha rimesso al centro i giovani assieme alla cura degli anziani. Dobbiamo e possiamo fare di più in alcuni campi e continuare a lavorare sulla sanità, sulle infrastrutture, con spirito di squadra, mettendo cuore e passione anche dove la Regione non ha competenze specifiche. Noi abbiamo valori importanti, crediamo nelle idee che diventano azioni. Lavoreremo assieme, con grande passione, ma saremo da pungolo”.
Montanariello contesta il presidente Stefani
Jonatan Montanariello ha contestato al presidente Stefani: “Molto di ciò che ha affermato oggi contrasta con quanto è stato fatto negli ultimi quindici anni. Serve discontinuità. La pesca è stata abbandonata – il Veneto deve essere eccellente per tutti, anche per quelle imprese che sono in sofferenza. Il Veneto non ha creato le condizioni per fare il biglietto unico. E la nostra Regione è piena di incompiute sul piano delle infrastrutture viarie: non può esistere solo la Pedemontana“. Anna Maria Bigon ha ribadito: “È inaccettabile che i minori con disagi psichici vengano ricoverati nei reparti per adulti: mancano posti letto e personale, servono più psicologi”. Ha parlato anche di non autosufficienza, assistenza domiciliare, Caregiver, ambiente, inquinamento. Roberto Barbisan ha rivendicato la capacità di intercettare i bisogni dei territori e ha dichiarato: “Stefani sarà un’ottima guida per la nostra Regione, ispirandosi a principi quali la concretezza, l’ascolto dei territori e la capacità decisionale”.



