Coldiretti e Cia insieme al Parlamento Ue: migliaia di produttori per chiedere un cambio di rotta domani 18 dicembre in piazza a Bruxelles
Da Venezia a Bruxelles per difendere il futuro dell’agricoltura europea. Giovedì 18 dicembre migliaia di agricoltori provenienti da tutta Europa si ritroveranno davanti al Parlamento europeo per una mobilitazione senza precedenti contro le politiche comunitarie sul settore primario. Alla manifestazione, sostenuta da oltre 40 organizzazioni agricole riunite nel Copa-Cogeca, sono attesi circa 10mila produttori e centinaia di trattori. Dal Veneto partiranno delegazioni di Coldiretti e Cia, con una presenza significativa anche dalla provincia di Padova e dal territorio veneziano.
Il corteo prenderà il via alle ore 12 da Boulevard du Jardin Botanique per raggiungere Place du Luxembourg, sede del Parlamento Ue, con un messaggio chiaro rivolto alle istituzioni europee: la riforma della Pac post 2027, così come oggi impostata, è ritenuta inaccettabile.
Coldiretti Padova: “Politiche folli, agricoltura sacrificata a visioni ideologiche”
A guidare la delegazione padovana di Coldiretti sarà il presidente Roberto Lorin, che sottolinea la forte presenza dei giovani imprenditori agricoli. “Giustamente sono preoccupati per il loro futuro e per quello delle loro aziende e dell’agricoltura in genere – spiega –. Saremo a Bruxelles per difendere il lavoro degli agricoltori e il diritto dei cittadini europei a un cibo sicuro, sano e prodotto nel rispetto delle stesse regole”.
Nel mirino di Coldiretti ci sono i tagli alla Politica agricola comune e gli accordi commerciali ritenuti penalizzanti. “Non possiamo più accettare che l’agricoltura, con il taglio indiscriminato alla Pac, venga sacrificata sull’altare di accordi commerciali sbagliati e di una visione ideologica che penalizza le imprese e mette a rischio la sovranità alimentare dell’Unione“, aggiunge Lorin.
Critiche dirette anche alla Commissione europea e alla presidente Ursula von der Leyen. “Non è credibile parlare di sostegno al mondo agricolo mentre si porta avanti un piano che prevede il taglio di 90 miliardi di euro alla Pac, di cui 9 miliardi sottratti all’agricoltura italiana. È pura propaganda annunciare iniziative per favorire il consumo di prodotti europei senza creare le condizioni perché ciò avvenga davvero”, afferma Coldiretti, che denuncia l’assenza dell’obbligo di etichettatura d’origine e la mancata revisione di accordi come il Mercosur.
Cia Venezia: “Scelte che mettono a rischio imprese, territori e competitività”
Alla manifestazione sarà presente anche una rappresentanza di Cia Venezia. La protesta, spiegano dall’organizzazione, nasce dalla preoccupazione per l’ipotesi di un fondo unico, per i tagli di bilancio previsti e per le scelte politiche che penalizzano chi produce cibo, mettendo a rischio il futuro delle imprese agricole e l’equilibrio delle aree rurali.
“L’agricoltura veneziana conta 5.700 aziende, con un valore della produzione pari a 1,8 miliardi di euro, il 16% dell’agricoltura veneta – sottolinea la presidente di Cia Venezia Federica Senno –. Ci saremo anche noi a manifestare per difendere gli agricoltori, la loro dignità e il diritto dell’Europa a una produzione alimentare forte, sicura e sostenibile”.
Per Cia è il momento di cambiare rotta: “Non accetteremo scelte che indeboliscono il settore: è il momento di ascoltare chi garantisce ogni giorno cibo, lavoro e futuro ai territori”, conclude Senno.
Giovani agricoltori protagonisti: “Difendiamo il nostro futuro e quello dell’Europa”
A Bruxelles saranno soprattutto i giovani a guidare la mobilitazione veneta. Coldiretti Veneto annuncia la presenza di oltre duecento under 30, determinati a far sentire la propria voce. “I giovani agricoltori sono determinati a difendere la loro scelta di vita e il futuro dell’agricoltura – dichiara Marco De Zotti, delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa Veneto – contro decisioni che sembrano andare nella direzione opposta alla tutela del settore primario e dell’interesse comune”.
I giovani chiedono all’Europa un confronto democratico e lungimirante, ponendo interrogativi sul valore strategico del cibo e sulla sicurezza alimentare. “Ci chiediamo se, a differenza di quanto avviene in molti Paesi del mondo, per l’Europa il cibo non sia più considerato strategico; se la sicurezza alimentare e la possibilità di non dipendere da Paesi terzi non siano più una priorità”.
Sul tavolo anche la coerenza delle politiche ambientali e il peso crescente della concorrenza sleale. “Tagliare del 20% le risorse destinate alla Pac significa mettere a rischio uno dei pilastri fondanti dell’Unione Europea, con conseguenze non reversibili per tutti i cittadini. Per noi è un rischio troppo grande”, conclude De Zotti.
Una mobilitazione che unisce sigle diverse, territori e generazioni, con un obiettivo comune: difendere l’agricoltura europea come presidio economico, ambientale e sociale, prima che sia troppo tardi.


