La consigliera regionale Sonia Brescacin interviene per chiarire la propria posizione politica dopo le ricostruzioni apparse su parte della stampa che parlano di una sua presunta esclusione dalla Lega a seguito dell’ingresso nel Gruppo misto del consiglio regionale.
“Leggo questa mattina da una parte della stampa articoli su una mia presunta esclusione dal partito della Lega a seguito della mia decisione di essere inserita nel Gruppo misto in Consiglio Regionale”, afferma in una nota Brescacin, respingendo con decisione ogni interpretazione che lasci intendere un cambio di casacca o una frattura politica.
La consigliera ribadisce con fermezza la propria collocazione: “Ribadisco ancora una volta, per chi non lo avesse capito, che non cambio assolutamente casacca, e che sono e resto fermamente leghista e che la mia è una scelta del tutto personale, che non mi sposta assolutamente dalle mie responsabilità verso il partito e verso gli elettori”.
Al centro della presa di posizione anche il mandato ricevuto dagli elettori. Brescacin ricorda di aver raccolto oltre 9.500 preferenze sotto il simbolo della Lega, sottolineando come il Gruppo misto rappresenti esclusivamente un contenitore istituzionale e non una scelta politica alternativa: “Il Gruppo misto è solo un contenitore istituzionale, non è una alternativa politica o partitica e sono convinta di portare avanti le istanze della Lega e della Maggioranza da questa posizione”.
La consigliera respinge inoltre ogni tentativo di attribuirle responsabilità rispetto a presunte difficoltà del partito a livello territoriale, in particolare nel Trevigiano: “Non ho assolutamente intenzione di essere il pretesto per dire che a Treviso la Lega ha problemi a causa della sottoscritta, perché io non sono un problema per il mio Partito e non accetto che qualcuno mi dipinga come tale strumentalizzando la mia posizione”.
Infine, la consigliera chiarisce che la scelta non è legata a incarichi o equilibri di potere e non incide sulla tenuta della maggioranza regionale, evidenziando di aver comunicato preventivamente la decisione ai vertici istituzionali per evitare equivoci sulla propria lealtà politica. “Per me la questione è chiusa”, conclude Brescacin.



