Intervista al nuovo presidente del Gruppo Giovani di Confcommercio Veneto Emanuel Baldo: realtà imprenditoriale veneta, processi di digitalizzazione e obiettivi per il futuro dei giovani imprenditori
Emanuel Baldo, classe 1986, è il nuovo presidente provinciale del Gruppo Giovani di Confcommercio Veneto. Già vicepresidente nazionale, Baldo è una figura ben nota nel panorama imprenditoriale regionale, dove si distingue per una visione dinamica e orientata all’innovazione. La sua nomina alla guida del nuovo Consiglio dei Giovani rappresenta un passaggio significativo per l’associazione, che punta sempre più su competenze fresche e leadership capaci di interpretare le sfide del presente.
Direttore commerciale di Apsa Srl – azienda proprietaria della storica catena di distributori “Al Risparmio”, attiva dal 1935 nella distribuzione di prodotti petroliferi, e del circuito di enoteche Wine & Coffee fondato nel 2009 – Baldo porta con sé un bagaglio di esperienza solido e trasversale. In questa intervista approfondiamo la sua visione sul futuro del commercio, il ruolo dei giovani imprenditori e le priorità che guideranno il suo mandato.
Cosa significa oggi guidare i Giovani Imprenditori in una regione come il Veneto, che ha un tessuto economico così dinamico ma anche così esigente
Baldo ha sottolineato innanzitutto come il Veneto goda di un patrimonio imprenditoriale particolarmente solido rispetto ad altre regioni:“Grazie al ruolo di vicepresidente nazionale, ho la possibilità di confrontarmi con realtà diverse e di osservare da vicino le strutture associative territoriali“. Un confronto che gli permette di riconoscere la peculiarità veneta, dove il tessuto economico è sorretto da numerose aziende storiche e da un forte passaggio generazionale. “Mi considero fortunato – ha spiegato – perché qui partiamo da realtà consolidate“. Un esempio è anche la sua esperienza personale: insieme al fratello sta portando avanti l’azienda di famiglia, che quest’anno celebra i suoi 90 anni di attività.
Pur riconoscendo il valore delle nuove realtà digitali e delle startup, Baldo ha evidenziato come “la forza delle imprese venete risieda ancora nella loro concretezza e nella possibilità di mantenere un rapporto diretto con i clienti“. Nel suo settore, quello dei carburanti, la competizione online è quasi assente e questo gli permette di preservare il contatto umano, che considera un elemento distintivo. In un mercato che corre verso l’automazione, Baldo è convinto che il vero vantaggio competitivo resti il capitale umano: “Il prodotto – il carburante – è uguale ovunque, ma è il valore aggiunto del servizio e della relazione a fare la differenza nel lungo periodo”.
Nel ruolo di guida dei Giovani di Confcommercio, Baldo ha evidenziato l’importanza di individuare un terreno comune tra imprenditori provenienti da settori molto diversi, affrontando temi trasversali come gli sgravi fiscali, le difficoltà nel reperire personale e le esigenze operative delle diverse attività. All’interno della sua consigliatura, infatti, si confrontano realtà estremamente eterogenee: c’è chi lavora nella fotografia e nella comunicazione, chi opera nel settore della cosmesi e delle attrezzature per parrucchieri, chi è impegnato nella ristorazione o nel turismo sostenibile. Un gruppo variegato, ma accomunato dal forte legame con le proprie radici e dalla volontà di valorizzare il tessuto economico locale.
Le nuove generazioni d’impresa chiedono meno burocrazia, più digitalizzazione e infrastrutture moderne: qual è, secondo lei, la priorità assoluta per far crescere le aziende venete nei prossimi cinque anni?
Per Baldo, la priorità assoluta è “valorizzare l’esperienza dei senior, trasformandola in un punto di partenza per permettere ai giovani di contribuire con idee nuove e concrete”. Abituati a confrontarsi quotidianamente con le tecnologie più recenti, i giovani imprenditori possono aiutare a snellire procedure burocratiche e a promuovere una digitalizzazione che, sebbene spesso percepita come distante, è ormai una realtà sempre più diffusa nelle aziende.
Il vero nodo, ha osservato, è l’allineamento con la pubblica amministrazione: l’adozione di nuovi strumenti richiede investimenti e un cambio di mentalità in un settore abituato da sempre a modalità operative più lente. Mentre nel privato il passaggio generazionale e l’innovazione avanzano rapidamente, nel pubblico i tempi sono molto più lunghi, e questo rende ancora più importante riuscire a colmare il divario.
Come stanno cambiando i giovani imprenditori rispetto a dieci anni fa? Quali competenze oggi fanno davvero la differenza?
Baldo riconosce che tra i giovani imprenditori non mancano talento e potenzialità, ma individua due fragilità ricorrenti: la mancanza di coraggio e la scarsa fiducia nelle proprie idee. Un punto di partenza che può sembrare negativo, ma che, secondo lui, deve diventare uno stimolo a invertire la rotta.
“Troppo spesso – ha osservato -, ci si rifugia nel modello degli ‘imprenditori da social’, realtà sempre più numerose ma con percentuali di successo molto basse, perché molti si concentrano sul settore che appare più immediato e funzionante. Servirebbe invece il coraggio di costruire qualcosa di nuovo e concreto, recuperando lo spirito dei mestieri di una volta. Tornare ad aprire negozi fisici significherebbe ridare vita ai quartieri e riportare sul territorio quelle attività essenziali che ne costituiscono l’identità“.
Baldo racconta come anche durante gli incontri più recenti con il Gruppo Giovani sia emersa una linea chiara: servono coraggio e spirito d’iniziativa. Aprire un negozio non può più essere visto come un gesto da ostacolare per timore della concorrenza online; al contrario, invita i giovani a smettere di lamentarsi perché “Amazon vende tutto” e a iniziare a vendere anche loro, sfruttando gli strumenti oggi disponibili. Adeguarsi è fondamentale: significa diventare competitivi all’interno della realtà attuale.
L’aspetto più positivo, secondo Baldo, è che “i giovani possono offrire un contributo concreto proprio grazie alla loro familiarità con il digitale”. Inseriti in aziende storiche e consolidate, rappresentano un valore aggiunto perché sono in grado di favorire la diversificazione, mantenendo l’identità tradizionale dell’impresa ma arricchendola con una visione nuova, più aperta e capace di intercettare una clientela diversa e contemporanea.
La sostenibilità è ormai una chiave di competitività: cosa significa, concretamente, per una PMI del territorio?
La sostenibilità, secondo Baldo, non è solo ambientale: deve tradursi anche nella creazione di un ambiente di lavoro sano e armonioso. “Significa investire nel welfare aziendale, ascoltare i collaboratori, affrontare insieme le criticità e costruire un clima che generi benessere diffuso – ha aggiunto il presidente -. Questa è la vera sostenibilità a 360 gradi: non limitarsi a dire ‘ho fatto la mia parte’, ma impegnarsi a sviluppare un progetto più ampio, capace di migliorare non solo l’impatto sull’ambiente, ma anche la qualità della vita e delle relazioni all’interno dell’azienda“
Come possono le associazioni di categoria essere davvero utili ai giovani imprenditori, oltre alla formazione e alla rappresentanza?
Baldo illustra uno dei progetti principali che il Gruppo Giovani sta sviluppando: una serie di incontri formativi dedicati al passaggio generazionale. L’obiettivo è creare momenti di confronto reale tra le diverse generazioni di imprenditori, superando l’attuale frammentazione.
“Spesso, infatti – ha commentato Baldo -, le iniziative si rivolgono separatamente ai senior – come nel caso del progetto 50&Più di Confcommercio, riservato a chi ha più di 50 anni – o ai giovani, con discussioni generiche sul passaggio generazionale. Ciò che invece è mancato finora è un vero momento di dialogo tra entrambe le parti. Il nuovo progetto mira proprio a colmare questa lacuna, favorendo lo scambio di esperienze e la costruzione di strategie condivise per il futuro delle imprese”.
Baldo ha sottolinea l’importanza di organizzare incontri itineranti in tutte le province, per “favorire la cooperazione e rompere i compartimenti stagni tra territori”. L’approccio itinerante stimola anche una sana competitività tra le province, con il beneficio diretto per gli associati che possono così accedere a opportunità e confronti più ampi.
Un’altra linea di intervento riguarda l’educazione finanziaria. “Spesso imprenditori inesperti si presentino in banca senza preparazione – ha spiegato -, chiedendo finanziamenti per progetti non sufficientemente strutturati”. Gli incontri mirano a colmare queste lacune, insegnando a presentare progetti credibili, comprendere gli aspetti fiscali e relazionarsi efficacemente con le istituzioni finanziarie.
Infine, il Gruppo Giovani punta a valorizzare le competenze digitali degli associati. Attraverso il progetto EDI e corsi già disponibili, si offrono strumenti concreti per la vendita online, la gestione dei social e la promozione digitale dell’azienda. L’obiettivo è fornire una base operativa per chi è alle prime armi, consentendo di sperimentare e capire i primi passi senza investimenti eccessivi, prima di affidarsi eventualmente a professionisti esterni.
Qual è la prima sfida che vuole affrontare da presidente, e perché proprio quella?
Baldo sottolinea come il Gruppo Giovani stia vivendo un momento particolarmente intenso, con numerosi progetti e obiettivi già avviati: “Non fare nulla sarebbe uno spreco”, ha affermato. Una priorità fondamentale, secondo lui, è recuperare la fiducia degli associati. “Il gruppo – ha spiegato – non rappresenta più solo il negozio di vicinato, ma una platea molto più ampia di imprese del territorio, e per questo è essenziale dimostrare concretamente la capacità di realizzare progetti significativi”.
“Riavvicinare gli associati e rafforzare il dialogo – ha proseguito Baldo – diventerà più semplice quando sarà evidente l’impegno e la concretezza delle iniziative in corso. La fiducia si riacquista mostrando che i progetti ci sono davvero, ma soprattutto portandoli a conoscenza di chi devono servire. Noi siamo qui apposta per fare questo”, ha aggiunto sottolineando che “gli strumenti ci sono già: ora è solo necessario metterli in pratica”.
Che Veneto immagina per i giovani imprenditori del 2030?
Guardando al futuro, Baldo ha dichiarato che: “Da qui al 2030, termine del mandato nel Consiglio, il mio obiettivo è lasciare un segno concreto: formare i giovani, renderli più preparati e pronti ad affrontare le sfide del mondo imprenditoriale. Parallelamente, auspico una burocrazia più smart e snella, non per rendere tutto semplice – perché incontrare difficoltà fa parte del percorso educativo – ma per rendere le procedure più efficienti e meno ostacolanti”.
Un altro traguardo importante, secondo Baldo, è rafforzare la coesione non solo all’interno della sua associazione di categoria, ma anche in collaborazione con tutte le altre organizzazioni che rappresentano i giovani imprenditori.
Osservando il cambiamento già in atto, Baldo ha evidenziato l’apertura e la fiducia crescente verso i giovani all’interno di Confcommercio. Entrato nell’associazione di Verona nel 2008, ha subito notato come fosse data responsabilità ai più giovani, tanto che fu nominato vicepresidente dei senior. “Oggi questo trend si consolida sempre di più a livello nazionale: sempre più presidenti dei giovani assumono ruoli di vice nelle Confcommercio senior. La fiducia è crescente e speriamo venga ripagata“, ha concludso, sottolineando come l’apertura mentale verso i giovani rappresenti un obiettivo concreto e un percorso in costante sviluppo.


