Mercoledì 3 dicembre l’incontro pubblico con Iddo Elam ed Ella Keidar Grenbergi, obiettori di coscienza israeliani che rifiutano il servizio militare obbligatorio in Israele come scelta pubblica e politica per contribuire alla fine dell’occupazione e dell’oppressione del popolo palestinese
Si chiamano Iddo Elam ed Ella Keidar Grenbergi e sono i due giovani obiettori di coscienza israeliani a cui Mirano aprirà le porte per lasciare entrare la loro testimonianza nonviolenta.
Iddo ed Ella, infatti, fanno parte della rete Mesarvot, una realtà nata nel 2015 e che sostiene i “refusenikim”, coloro che rifiutano il servizio militare obbligatorio in Israele come scelta pubblica e politica per contribuire alla fine dell’occupazione e dell’oppressione del popolo palestinese.
La loro scelta è costata a entrambi un mese di carcere, ma ora sono pronti a portare la loro testimonianza e a far sentire la loro voce: proprio a Mirano, dunque, mercoledì 3 dicembre si terranno tre appuntamenti, occasione di confronto con i due obiettori sui temi del conflitto israelo-palestinese, della pace e della convivenza tra i popoli.
“L’occupazione e la guerra non potranno mai finire senza un dialogo tra palestinesi e persone che in Israele si oppongono alla guerra – hanno dichiarato Iddo Elam ed Ella Keidar Grenbergi -. Questo dialogo è possibile solo con l’aiuto della società civile di altri Paesi”.
“Accogliere Iddo ed Ella significa dare spazio al dialogo, al confronto pacifico e alla maturazione di uno sguardo critico su uno dei conflitti più dolorosi del nostro tempo – afferma il sindaco Tiziano Baggio – . La scelta di questi due giovani di testimoniare pubblicamente il valore della nonviolenza ci ricorda che la pace, come dimostra la storia, non può mai nascere da puri rapporti di forza, ma solo da impegno, dialogo, parole, pazienza, ascolto reciproco e responsabilità: solo così questa può essere vera e non ipocrita finzione. Come Comune di Mirano rifiutiamo la logica della forza e della violenza e siamo orgogliosi di contribuire, anche attraverso momenti come questi, alla costruzione di momenti di confronto che promuovano cultura, consapevolezza e convivenza tra i popoli”.
Gli appuntamenti in programma
Gli appuntamenti, promossi dal progetto Voci di pace, sono resi possibili dal circolo Acli di Mirano, dal Liceo “Majorana-Corner”, dal Centro per la Pace e la Legalità “Sonja Slavik” e dal Comune di Mirano, e saranno destinati agli studenti, all’Amministrazione Comunale e alla cittadinanza.
Iddo ed Ella dialogheranno con gli studenti delle classi quarte del Liceo “Majorana-Corner”. La scelta di coinvolgere giovani coetanei intende favorire uno scambio diretto con chi, fino al 2007, avrebbe potuto essere chiamato al servizio militare obbligatorio o al servizio civile sostitutivo. Israele è un paese nel quale il servizio militare obbligatorio riguarda ragazzi e ragazze a partire dai 18 anni, per un periodo tra i 24 e i 32 mesi.
Alle ore 12.30 invece, presso il Municipio di Mirano, ci saranno l’accoglienza istituzionale e il dialogo con l’Amministrazione comunale. Il confronto verterà sulla situazione in Palestina, sul ruolo della società civile nei processi di politica internazionale e sul valore della convivenza e della nonviolenza come scelte concrete per costruire concretamente la pace.
Infine, alle ore 18.00 nella Sala della Parrocchia di San Leopoldo Mandic si terrà un incontro pubblico aperto alla cittadinanza. Un momento di ascolto, testimonianza e approfondimento sull’esperienza di Iddo e Ella, sul contesto israeliano e sulla tragedia del popolo palestinese.
Gli incontri si tengono a pochi giorni dall’aggressione a un gruppo di cooperanti, tra i quali tre italiani, avvenuto ad opera di alcuni coloni israeliani nei pressi di Gerico in Cisgiordania. I giovani appartengono alla campagna Faz3a, coordinata da Assopace Palestina, che riunisce varie associazioni di volontariato, un’iniziativa a guida palestinese nata per rispondere alla necessità di organizzare sul terreno una forma di protezione civile internazionale dalla violenza israeliana in queste circostanze. “I tre attivisti italiani, a cui va la mia piena solidarietà e la mia vicinanza, sono giovani cooperanti che accompagnavano le attività dei palestinesi, accompagnavano i bambini a scuola, gli agricoltori o i pastori, una sorta di protezione civile per la popolazione – dichiara il Sindaco Tiziano Baggio –. I nostri concittadini erano lì per testimoniare come sia possibile agire per la pace senza armi e ricordarci che serve una svolta e dire basta al sopruso e alla violenza, che serve cercare strade alternative e finirla di pensare che la violenza sia l’unica via”.



