Il senatore Andrea Martella chiede chiarimenti al ministero della Cultura e tutela per i lavoratori in merito al taglio al welfare alla Fenice
“Il Teatro La Fenice è un’eccellenza culturale e gestionale. Per questo è doppiamente grave e inspiegabile la scelta di penalizzare i lavoratori con il taglio al welfare aziendale”. Andrea Martella, senatore e segretario regionale del Partito Democratico Veneto, ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Cultura, sollecitando spiegazioni sulla decisione e un intervento immediato.
La controversia riguarda la mancata erogazione della quota di welfare stabilita dagli accordi sindacali, pari a circa 250mila euro, cioè lo 0,6% del bilancio complessivo della Fondazione, che supera i 35 milioni. La motivazione fornita dal Consiglio di indirizzo della Fondazione La Fenice è stata la necessità di “salvaguardare i conti”.
“Una giustificazione che non regge – sottolinea Martella -. Parliamo dell’unica fondazione lirico-sinfonica italiana che ha chiuso gli ultimi quattordici bilanci in attivo. Una realtà descritta dagli stessi amministratori come modello di gestione. Se i conti sono solidi, come dimostrano anche l’aumento degli abbonamenti e il rafforzamento patrimoniale, allora il taglio al welfare è pretestuoso. Se invece esistono criticità non dichiarate, vanno spiegate con chiarezza e responsabilità”.
Nell’interrogazione il senatore chiede al Governo se fosse a conoscenza della decisione e quali misure intenda adottare. L’obiettivo è garantire che la Fondazione resti un punto di riferimento nazionale, non solo per la qualità artistica, ma anche per la tutela dei diritti dei lavoratori.
“Non si può costruire un’eccellenza culturale scaricando il peso sui dipendenti. Serve coerenza tra i numeri esibiti e le scelte compiute. E serve la vigilanza del Ministero per tutelare il patrimonio e chi vi lavora”, conclude Martella.



