Stasera Scuola Piccola Zattere inaugura R.S.V.P. Résonnez, S’il Vous Plaît, la nuova mostra a Venezia che riunisce opere di vari artisti
La mostra R.S.V.P. Résonnez, S’il Vous Plaît che inaugura stasera a Scuola Piccola Zattere a Venezia, riunisce opere e progetti di Aliaskar Abarkas, Nabil Aniss, Diana Anselmo e del gruppo Osservatorio Sant’Anna. Il collettivo è formato da Maria Eugenia Frizzele e dal duo Lemonot.
Gli artisti hanno partecipato alle residenze e alle fellowship attivate dalla Scuola nel suo primo anno di attività. Installazioni, sculture, video e opere audio costituiscono nuove produzioni commissionate per l’occasione. Questi lavori restituiscono percorsi individuali e collettivi sviluppati nel programma tematico One Year Score.
L’intero processo di ricerca si è articolato attraverso workshop, incontri pubblici ed eventi performativi. Le attività hanno collegato arti visive, pratiche performative, curatela, cinema, architettura e design. Il titolo della mostra richiama la teoria RSVP ideata da Lawrence e Anna Halprin. Il sistema valorizza processi circolari e collaborativi basati sulla nozione di score.
Secondo Halprin, la partitura è strumento progettuale e mezzo di comunicazione. La descrive come un dispositivo capace di permettere partecipazione, feedback e creazione condivisa. Questi principi risuonano con la missione di Scuola Piccola, che sostiene pratiche pedagogiche sperimentali e forme collettive di produzione di conoscenza.
I progetti degli artisti
Il gioco linguistico nel titolo, Résonnez, S’il Vous Plaît, suggerisce una risposta sonora corale. Questa idea attraversa il lavoro di Aliaskar Abarkas, in residenza da settembre a novembre 2025. L’artista si ispira a Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione di Vivaldi per riflettere sul concerto come tensione tra individuo e collettività. In mostra presenta un’installazione sonora nata da un laboratorio partecipativo.
Anche Nabil Aniss esplora il rapporto tra spazio e simbolo. L’artista ha svolto la fellowship tra maggio e luglio 2025. La sua video-opera, Where Architecture Ends, analizza il ruolo della Zaouia nelle comunità diasporiche marocchine. La Zaouia è un luogo di ritiro spirituale per gruppi socialmente marginalizzati.
Aniss interpreta questo spazio come condizione generativa e non come fuga. La video installazione combina materiali d’archivio e nuove riprese centrate sulla performance di Bilal Elhad.
Diana Anselmo presenta una nuova versione installativa della lecture-performance Pas Moi. Il progetto è co-prodotto da Scuola Piccola Zattere. L’artista ricostruisce la storia invisibile dei primi strumenti di registrazione sonora. Esamina microfono, telefono e grammofono come tecnologie legate ai tentativi di curare la sordità. Parlando da una prospettiva sorda e segnante, Anselmo ribalta la gerarchia fonocentrica.
Il progetto OSA – Osservatorio Sant’Anna nasce da un’iniziativa congiunta tra Maria Eugenia Frizzele e lo studio Lemonot. Il gruppo assume l’ex infermeria militare di Sant’Anna come spazio autonomo di ricerca. Il progetto rientra nel programma di fellowship rivolto agli operatori culturali veneziani. L’installazione presenta un archivio aperto delle attività svolte nel 2025. Include workshop partecipativi, tavole rotonde, assemblee, paesaggi sonori e pasti performativi.
Un anno di attività e nuovi programmi in arrivo
La mostra rappresenta la sintesi pubblica del primo anno di Scuola Piccola Zattere. L’evento inaugurale offrirà anche la presentazione del nuovo programma di ricerca 2025-2026. La Scuola introdurrà inoltre i nuovi partecipanti alle fellowship attuali e future.



